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Agenti di commercio e baristi: ecco il popolo dei nuovi imprenditori

La provincia più intraprendente? Grosseto. Mentre la più rassegnata alla mancanza di una ripresa economica col turbo è quella di Oristano. Sono queste l'alfa e l'omega, la medaglia d'oro e la maglia nera, nella classifica di chi in Italia ha aperto nuove attività imprenditoriali nel 2015. Guardati nel loro insieme, i dati di Creditsafe sanciscono un sostanziale pareggio nella propensione all'imprenditorialità degli italiani: erano 332.326 le nuove società registrate nel 2014, sono state 335.936 quelle aperte nel 2015. Una differenza di appena l'1%. Anche sui settori più gettonati per le nuove aperture poco sembra cambiato, tra il 2015 e il 2014: i bar al primo posto, i ristoranti al secondo, al terzo sempre le imprese che costruiscono o ristrutturano edifici, abitativi e non. Navigando tra questo mare magno di dati, però, si pescano delle sorprese. Per esempio, il successo di internet: se nel complesso i punti di vendita retail in Italia nel 2015 sono calati, vittime della crisi e della riduzione della spesa delle famiglie italiane, gli store che vendono online sono passati da 2.511 a 2.667. Fa il 6% in più (…). Ma la categoria che nel 2015 ha fatto letteralmente boom è quella degli agenti di commercio: 38% quelli dei pro dotti alimentari, 38% i promotori di farmaci, 17% quelli attivi nel comparto tessile. Tra le attività che hanno messo a segno una crescita a tre cifre (una percentuale assai più facile da raggiungere, è ovvio, quando si parte da un numero iniziale molto basso) spicca la categoria dei laboratori di lavorazione dei gioielli: erano 8 nel 2014, sono saliti a 57 nel 2015, con una crescita di oltre il 600% (…)Dal punto di vista regionale e provinciale, del record di Grosseto si è detto. Sempre in Toscana, registra una percentuale parecchio alta di nuove attività imprenditoriali anche il Senese: +11% le aperture 2015. Sono soprattutto bar, ristoranti e affittacamere: la città cerca una nuova vocazione dopo lo tsunami Monte dei Paschi. Per saldo particolarmente positivo si fanno notare anche quattro su sei delle province della Puglia, tutte quelle più meridionali: Lecce e Bari 6%, Brindisi e Taranto 5%. Merito dell'indotto turistico: da un lato queste nuove attività hanno a che fare con la ristorazione, e dall'altro con i prodotti alimentari più popolari del territorio, vale a dire la produzione di olio e divino. Sempre al Sud, in una Sicilia complessivamente in calo di imprenditorialità, colpisce l'andamento positivo (8%) di Siracusa, guidato in primo luogo dalle imprese edilizie e in secondo luogo dalla produzione di agrumi. All'opposto, nel Nord che prova a rialzare la testa dalla crisi, spicca il deciso calo di una provincia-modello come Bolzano: -11% le nuove attività imprenditoriali aperte nel 2015, la performance peggiore a livello nazionale dopo il primato negativo di Oristano.

Tratto dal Sole 24 Ore del 18 gennaio 2016

18 gennaio 2016