Assoprovider: "No a innalzamento barriere per gestione Pec"

L'associazione provider indipendenti e l'associazione italiana internet provider (Aiip) si dichiarano contrarie all'innalzamento delle barriere previste per esercitare l'attività di provider di posta elettronica certificata (Pec).

L'Associazione Italiana Internet Provider (Aiip) e l' Associazione Provider indipendenti Assoprovider-Confcommercio, che riuniscono la gran parte degli operatori di tlc piccoli e medi, si dichiarano contrarie all'innalzamento delle barriere previste per esercitare l'attività di provider di posta elettronica certificata (Pec) e conservazione sostitutiva che il Governo sta attuando con la prossima emanazione del Codice dell' amministrazione digitale (Cad). E' quanto affermano il presidente di Aiip, Renato Brunetti e il presidente di Assoprovider, Dino Bortolotto. Le norme in via di emanazione, sottolineano, "porteranno il limite di capitale sociale necessario per esercitare le attività connesse al digitale, a seconda dei casi, da 5 milioni di euro sino a 10 milioni di euro di capitale sociale". Le associazioni dichiarano, inoltre, "la loro contrarietà alle altissime barriere previste per esercitare l'attività di Spid Identity Provider che saranno pari, per le società di capitali, come prevede la legge bancaria, a 10 mln di euro di capitale sociale e senza alcuna proporzionalità, ad esempio per il numero di clienti di tali servizi". Criticabili, sostengono Brunetti e Bortolotto, "per le stesse ragioni, sono anche le disposizioni contenute nel Cad presentato dal Governo, e le norme di dettaglio varate nel frattempo dall' Agid, l' agenzia per l'Italia digitale, che giungono sino a richiedere ad una impresa di garantire sino a 15 mln di euro di massimale assicurativo previsto per esercitare tali attività".

08 marzo 2016