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Banche: L'Europarlamento "boccia" la Bce sui crediti deteriorati

Secondo il parere formulato dal servizio giuridico del Parlamento europeo, le misure proposte dalla vigilanza dell'istituto di Francoforte equivalgono, in base alla loro attuale formulazione, a norme legislative e quindi vanno oltre le competenze della Banca centrale europea.

L'Europarlamento boccia l'iniziativa lanciata dalla Bce sui crediti deteriorati delle banche, conosciuti anche come Npl. Le misure proposte dalla vigilanza dell'istituto di Francoforte - secondo il parere formulato dal servizio giuridico del Pe - equivalgono, in base
alla loro attuale formulazione, a norme legislative e quindi vanno oltre le competenze della Banca centrale europea. A essere al centro di un contenzioso istituzionale inedito sono le disposizioni proposte dalla Bce per affrontare e risolvere il problema dei 'non performing loans'. In base a queste norme, raccolte in un 'Addendum' che potrebbe entrare in vigore a inizio 2018, tutti i crediti deteriorati non garantiti dovrebbero essere coperti da accantonamenti nel giro di due anni dal default. Secondo le banche europee, una 'mazzata' che
avrebbe pesanti effetti negativi sull'erogazione del credito e sul sostegno alla già debole ripresa economica. Sulla materia è quindi intervenuto il presidente del Pe, Antonio Tajani, che, a prescindere dal merito, il 24 ottobre scorso ha chiesto al servizio giuridico di verificare se l'azione della Bce si configurasse come un'invasione di campo rispetto alle prerogative dei co-legislatori (Commissione, Consiglio e Parlamento). Ora toccherà a Daniele Nouy, presidente del Consiglio di Vigilanza della Bce, replicare ai rilievi davanti alla commissione economica dell'Europarlamento. Intanto Nouy si è detta "un po' sorpresa" dalle critiche secondo cui il momento la 'stretta' sugli Npl voluta dalla Bce cade in un momento inopportuno perchè rischia di uccidere la crescita. "Con centinaia di miliardi di crediti deteriorati da smaltire - ha detto in un'intervista alla Cnbc - aspettare condizioni più favorevoli non è ragionevole". Ma a prescindere dal loro impatto economico, le proposte Bce sono state analizzate nel dettaglio, sotto un punto di vista giuridico, dagli esperti dell'Europarlamento che hanno raccolto le loro osservazioni in un parare di ben 13 pagine firmato dal responsabile del servizio Freddy Drexler. Nel documento si osserva tra l'altro che la formulazione delle disposizioni contenute nell'Addendum fa sì che esse siano destinate a essere percepite dalle banche come "obbligatorie". Quindi, conclude il parere, anche se la Bce sostiene che le regole non sono vincolanti, l'istituto di Francoforte "non ha la competenza per adottarle", almeno nella forma attuale. "Abbiamo evitato che il Parlamento venisse scavalcato e ne abbiamo riaffermato la centralità", hanno sottolineato fonti dell'assemblea. Secondo le quali "è bene che ognuno faccia la sua parte", senza che la burocrazia si sostituisca alla politica. Il parere del Pe servirà ora soprattutto ad aumentare la pressione sulla Bce affinchè modifichi le sue proposte. Ma se Francoforte decidesse di andare dritta per la sua strada, potrebbe essere anche la base giuridica per presentare un ricorso davanti alla Corte di giustizia Ue