Confcommercio su Legge di Bilancio: imprese lasciate al loro destino

Nessun sostegno al terziario di mercato

 

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Roma, 21 dicembre 2017

 

Evidentemente non aver aumentato l'Iva ha liberato il Governo dalle responsabilità di sostenere le imprese in un momento di convalescenza dell'economia in cui soprattutto le Pmi hanno bisogno di tornare a crescere e investire. Solo così si spiega il fatto che, al di là dei dubbi su come si concluderà l'approvazione della legge di Bilancio, le imprese del terziario di mercato di fatto non hanno avuto nessun sostegno.

A questo proposito è eclatante non aver approvato alcune misure che avevamo  chiesto. In campo fiscale, il mancato riporto delle perdite per le imprese che adottano il regime di cassa, nonostante l'accordo con l'Esecutivo, che aggraverà di oneri burocratici oltre due milioni di imprese, la mancata deducibilità totale dell'Imu sugli immobili strumentali, il rinvio dell'entrata in vigore dell'IRI che comporterà la mancata riduzione della pressione fiscale per circa 250mila imprese. In materia di previdenza, il mancato ripristino dell'indennizzo per la cessazione dell'attività commerciale che consentirebbe agli esercenti, costretti a chiudere anticipatamente la propria attività, di disporre di un sostegno economico che li accompagna fino al pensionamento di vecchiaia. Ed infine la beffa sui distretti per il cibo con la possibilità concessa agli agricoltori di effettuare la vendita diretta dei propri prodotti, anche manipolati o trasformati, già pronti per il consumo, su aree pubbliche o private. Una misura che penalizza le imprese della distribuzione e della ristorazione attraverso un'impropria ed inopportuna invasione di campo che creerà solo concorrenza sleale ignorando il principio "stesso mestiere, stesse regole".

La Confcommercio sperava di non dover aspettare la prossima legislatura per rafforzare il sistema delle imprese del commercio, del turismo dei servizi e dei trasporti e agganciare in maniera più robusta la ripresa in atto.

21 dicembre 2017