Sangalli su Brexit: "Rischi nel medio periodo, ora ripensare ruolo e struttura UE"

Per l'Ufficio Studi impatti molto moderati nel breve periodo

 

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Roma, 24.06.2016

 

 

"Speriamo che, come da più parti rilevato, gli effetti sull'economia italiana ed europea, almeno nel breve periodo, siano limitati. In ogni caso, l'uscita del Regno Unito è un chiaro segnale, da non sottovalutare, che indica la disaffezione e il disorientamento di una parte di cittadini europei rispetto a istituzioni troppo complicate, distanti e spesso incomprensibili dall'opinione pubblica. Per questo, l'esito del referendum britannico deve essere l'occasione per innescare una riflessione sul ruolo, sulla struttura dell'Europa e sul concetto di integrazione come unica possibilità per il futuro del vecchio continente. Una nuova ampia discussione democratica su come migliorare le istituzioni europee sarà una strada lunga e faticosa, ma appare oggi necessaria e urgente, anzi inevitabile": questo il commento del Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sull'esito del referendum in Gran Bretagna.

Secondo l'Ufficio Studi Confcommercio – prosegue la nota - la fase di fibrillazione sui mercati finanziari e valutari potrebbe concludersi in un periodo ragionevolmente breve. Pure se, per sua natura, non paragonabile a quello attuale, lo shock dovuto ai tragici eventi dell'11 settembre 2001 fece perdere nell'immediato alle borse mondiali tra il 6 e l'8%, poi recuperato nell'arco di 2 mesi. Le Banche Centrali appaiono in grado di contrastare rapidamente e con efficacia eventuali crisi di liquidità e, pertanto, non si dovrebbero registrare conseguenze rilevanti sulla dinamica dell'economia reale nel breve termine. Gli aspetti più problematici si potrebbero osservare, invece, nel medio periodo, con un indebolimento dell'economia europea dovuto a una crisi di fiducia nell'euro e nell'Europa in generale.

Gli effetti – conclude l'Ufficio Studi - dipenderanno dall'efficacia delle risposte che la politica europea e le leadership nazionali sapranno fornire a un'opinione pubblica fortemente disorientata. Economia e politica devono tornare a camminare assieme, perché quando divergono troppo a lungo e troppo profondamente, il disagio economico e sociale rischia di portare a scelte dalle conseguenze imprevedibili. 

 

24 giugno 2016