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Confcommercio: "dati specchio delle difficoltà di famiglie e imprese"

"L'eccezionale rapidità registrata negli ultimi mesi dal processo di rientro dell'inflazione riflette soprattutto la debolezza della domanda delle famiglie: lo scorso anno i consumi sono diminuiti del 4,3% in volume, cosa mai accaduta da quando si dispone di dati attendibili": questo il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio ai dati su Pil e inflazione diffusi dall'Istat. "Il rapido incremento della pressione fiscale, passata dal 42,6% al 44% nel 2012 – prosegue l'Ufficio Studi - ha ridotto le risorse delle famiglie e la conseguente minore domanda di consumi ha pesato sulla produzione del sistema, portando a una profonda contrazione del Pil (-2,4%). L'eredità statistica che impatterà sulle dinamiche del Pil nel 2013, anno senz'altro di grande difficoltà per imprese e cittadini, si prevede dunque molto pesante. In particolare, nell'anno in corso non si recupererà neppure una piccola parte delle pesanti flessioni dei consumi registrate lo scorso anno, fenomeno che sta indebolendo seriamente il tessuto produttivo dell'industria e della distribuzione commerciale in alcuni settori strategici dell'economia italiana, tra i quali l'alimentare e il vestiario che nel 2012 hanno registrato un calo dei consumi, rispettivamente, del 3,0% e del 10,2%". 

01 marzo 2013