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Confcommercio su inflazione: "Rischio deflazione resta moderato"

"Il ritorno della variazione dei prezzi in territorio negativo (-0,3% su base annua), per quanto atteso, ha assunto dimensioni lievemente superiori a quelle ipotizzate. La tendenza al ridimensionamento dei prezzi, comune a tutte le economie europee in virtù dei sensibili ribassi registrati dalle materie prime energetiche, in Italia è stata accentuata dall'incremento di offerta di prodotti agricoli che ne ha indebolito le quotazioni sugli scambi finali. Resta moderato, quindi, il rischio deflazione, in quanto la riduzione tendenziale dei prezzi ha ragioni circoscritte, mentre per la maggior parte dei beni e servizi di largo consumo, dall'abbigliamento, ai mobili, ai sevizi di ricreazione, ricettivi e di ristorazione, i prezzi permangono in moderata crescita (tra 0,4 e 1,3%)". E' il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio sui dati Istat. Sotto il profilo del contributo dell'inflazione alla dinamica delle variabili nominali rilevanti per i saldi di finanza pubblica, - aggiunge la nota - emerge, invece, qualche criticità. Senza un'improbabile e brusca inversione, difficilmente si tornerà prima della prossima estate a tassi di variazione positivi dei prezzi al consumo su base annua e, quindi, diventa già difficile ipotizzare un'inflazione per il 2016 attorno al mezzo punto percentuale. Prima di tornare su valori superiori all'1% bisognerà attendere il 2017.

 

 

29 febbraio 2016