Confcommercio Treviso: il futuro del commercio passa da digitalizzazione e modernizzazione

Il presidente Salvatori: "Il temuto funerale del commercio tradizionale potrebbe non esserci se si tirano fuori gli assi al momento giusto: quello del digitale e quello della modernizzazione".

Il temuto funerale del commercio tradizionale, pur nella Marca dove la Grande Distribuzione, registra indici elevati (349/1000 abitanti), al pari delle regioni europee più evolute, potrebbe non esserci se- come ha spiegato il presidente di Confcommercio Renato Salvadori- si tirano fuori gli assi al momento giusto: quello del digitale e quello della modernizzazione".

Il futuro del commercio, pur assediato, in provincia, da 21 centri commerciali e da una consistente quota di altri metri quadri di grande superfice di vendita che potrebbe far lievitare la densità a oltre 800/1000 abitanti- può cambiare se si affronta l'e-commerce come una partita che può regalare soddisfazioni ed integrare, con la possibilità del ritiro, la forza e la fisicità del punto vendita fisico, grazie al fatto che può intecettare millennials e nuove generazioni, attratte dai click più che da volantini e offerte.

"Ma avere un sito non basta, occorre" – ha detto Salvadori- "acquisire competenze e strumenti nuovi per affrontare con determinazione logistica e nuove strategie di marketing".

Non a caso, Confcommercio ha già messo in atto il grande piano B per il commercio, ovvero un settore sindacale che, di fatto, è un laboratorio di progettazione per trasformare in moderno ciò che non è, attraverso progetti, scambi, opportunità, costruzioni di reti, supporto ai soci.

"In questo contesto"- ha spiegato Luca Bertuola – "responsabile dei servizi sindacali, ci siamo attrezzati ed i progetti di "Pillole digitali" e "Oltre la frutta", che offrono alle imprese formazione mirata per uscire dal tradizionale e modernizzarsi, stanno dando grandi soddisfazioni".

La prima tranche di pillole digitali ha visto aule piene, ed oltre 140 imprenditori già formati per affrontare l'e-commerce rapportandolo alle proprie esigenze, ed il progetto Oltre la frutta sta avviando reti informali e scambi di competenze nel food , destinate a creare un approccio nuovo col consumatore, cambiando radicalmente abitudini di spesa e di consumo.

E nella Marca, forse "ex locomotiva" di quel Nordest che ante crisi primeggiava con il boom delle microimprese, ci sono storie ed esempi di chi non ha avuto paura ed ha retto la crisi anticipando l'e-commerce o trasformando la vecchia osteria di paese in un attraente pub.

Lo ha raccontato Riccardo Zanchetta, titolare del caseificio di Casale sul Sile, che già dal 1998 ha inaugurato ante litteram un progetto di e-commerce che con il nome di pronto latte consegna in giornata ai consumatori prodotti freschi e di qualità, ed entro le 48 ore in Europa ed altri paesi. Ma anche Eros Zuliani, erede di una tessera associativa che ha 70 anni di storia, che,  in parte per i geni ereditati da nonno, mamma e papà, in parte per competenza, intuito e forza di volontà, presidia Lughignano con il suo gettonato locale che da vecchia osteria di paese è trasformata ora in un pub che attrae pubblico da tutto il territorio.

 

 

14 luglio 2017