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Corte dei Conti: "Italia fuori da recessione, ma resta incertezza". Bocciata la spending review

All'inaugurazione dell'anno giudiziario il presidente Squitieri giudica negativamente le operazioni di revisione della spesa pubblica. "Tagli alla spesa pubblica inefficaci e inefficienti e con ricadute solo sui cittadini".

"Pur nella rassicurante acquisizione di un' economia italiana ormai uscita dalla recessione connessa alla crisi del debito sovrano, le vicende piu' recenti confermano un
quadro ad alto contenuto di incertezza, soprattutto avendo riguardo allo scenario internazionale". Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, aprendo la cerimonia di inaugurazione dell' anno giudiziario, alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella. Squitieri ha poi sottolineato come i tagli alla spesa pubblica siano stati "inefficaci e inefficienti e abbiano avuto ricadute solo sui cittadini". Dunque, una bocciatura della spending review del governo Renzi che finora è stata un "parziale insuccesso, con l'effetto di ridurre i servizi ai cittadini". "Il contributo al contenimento della spesa non è più solo riconducibile a effettivi interventi di razionalizzazione e di efficientamento di strutture e servizi - ha detto Squitieri - quanto piuttosto a operazioni assai meno mirate di contrazione, se non di soppressione, di prestazioni rese alla collettività". "Dai tagli operati - ha sottolineato il presidente - è derivato un progressivo offuscamento delle caratteristiche dei servizi che il cittadino può e deve aspettarsi dall'intervento pubblico cui è chiamato a contribuire". Per la Corte, "le difficoltà incontrate dagli interventi successivi di 'revisione della spesa' sono anche imputabili ad una non ottimale costruzione di basi conoscitive sui contenuti, sui meccanismi regolatori e sui vincoli che caratterizzano le diverse categorie di spesa oggetto dei propositi di taglio". Per ciò che riguarda i conti pubblici, "i margini di flessibilità acquisiti in Europa sono interamente utilizzati nella manovra di finanza pubblica per il 2016. Nei prossimi anni i margini di risparmio dal lato delle spese potrebbero rivelarsi limitati. Così si mantiene il profilo discendente del deficit dei conti pubblici, che tuttavia assume una cadenza più rallentata, restando comunque al di sotto della soglia del 3%". "Recuperare adeguati livelli di intervento pubblico nel campo delle opere - ha sottolineato Squitieri - non rappresenta solo una condizione chiave per il rispetto della clausola europea sugli investimentirichiesta dal governo, ma costituisce anche, e soprattutto, la condizione per ottenere adeguati livelli di crescita, riassorbendo un ritardo nelle dotazioni infrastrutturali che rischia di incidere sul potenziale competitivo del Paese".
 

18 febbraio 2016