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Federalberghi Umbria diffida Mediaset: "basta con le notizie inesatte sul terremoto"

La federazione regionale accusa i canali del gruppo di avere fornito continuamente notizie erronee e ingannevoli sulla localizzazione delle scosse sismiche, arrecando un enorme danno all'Umbria e alle sue attività economiche, a cominciare dal turismo.

E' in corso di notifica a Mediaset Spa, da parte degli ufficiali giudiziari di Perugia, l'atto di significazione e diffida sottoscritto dal presidente di Federalberghi Umbria Giorgio Mencaroni, che accusa i canali del gruppo di avere fornito continuamente notizie erronee e ingannevoli riguardo la localizzazione delle scosse sismiche, arrecando un enorme danno all'Umbria e alle sue attività economiche, a cominciare dal turismo. L'atto, predisposto dallo studio dell'avvocato Antonio Coaccioli di Perugia, parte dall'elenco di alcuni casi di scorretta comunicazione che ancora appaiono sul web, ad esempio su Tgcom24, sito che spesso ha attribuito a Perugia scosse di terremoto con epicentro altrove.  "Gli effetti di questa informazione superficiale e scorretta – commenta Mencaroni, presidente di Federalberghi e Confcommercio Umbria – sono sotto gli occhi di tutti: crollo verticale e drammatico del turismo in tutta la nostra regione, con ripercussioni fortissime anche sulle attività commerciali e i pubblici esercizi che operano verso questo settore. Il rischio che molte attività, mai colpite direttamente dal terremoto, siano costrette a chiudere è purtroppo  concreto. E se le imprese chiudono, non c'è ricostruzione che tenga:  i territori e i centri urbani sono destinati all'abbandono. Il caso Tgcom24-Mediaset Spa non è purtroppo l'unico, anche se certamente il più eclatante.  Con il nostro atto abbiamo voluto dare voce all'esasperazione dei nostri imprenditori, le cui preoccupazioni si rinnovano ad ogni scossa, quando cioè riparte il carosello mediatico, che fa percepire l'Umbria come tutta terremotata e da evitare.  Se non possiamo fermare le scosse, possiamo però esigere che l'informazione sia corretta e che non danneggi ulteriormente le imprese che tentano di resistere a questo momento così difficile.  Chiediamo, in questa battaglia, il sostegno di tutti e siamo disposti a sostenere le iniziative che abbiano la stessa finalità". "La pressione sulle imprese in questo momento è fortissima. Il decreto appena pubblicato - conclude Mencaron- non dà ancora le risposte che abbiamo sollecitato.  Continueremo a chiedere al governo l'istituzione di una zona franca e il danno indiretto per tutte le nostre imprese, così come continueremo a chiedere a Regione e Comuni di impegnarsi al massimo, cominciando dal taglio delle imposte locali che oggi le imprese non sono assolutamente in grado di pagare. Ognuno, in questa emergenza, deve fare la sua parte".