Minniti risponde a FederSicurezza

Il ministro dell'Interno ha risposto all'appello del presidente Gabriele rassicurando il settore sulla considerazione in cui viene tenuto dalle istituzioni. Presto un incontro tra le parti.

Il ministro dell'Interno, Marco Minniti, ha scritto a FederSicurezza per rassicurare il settore sulla considerazione in cui lo tiene, manifestando al contempo la disponibilità ad un incontro per il rinnovo di un confronto costruttivo tra le parti. Un riscontro importante in risposta alle rimostranze di FederSicurezza, manifestate con due note inviate a fine novembre, tanto al Ministero dell'Interno quanto a quello del Lavoro, per richiamare l'attenzione sulle sorti di un comparto troppo spesso dimenticato dalla politica e dal Governo. Dopo il forfait dell'ultimo minuto in occasione del convegno in Fiera Sicurezza, il presidente Gabriele aveva infatti scritto a Minniti per lamentare una marcata percezione di "allontanamento" delle istituzioni esprimendo in particolare il timore di un dispersione di quel patrimonio di relazioni costruttive creato nel corso degli ultimi anni tra la stessa FederSicurezza e il ministero dell'Interno. "Il comparto della sicurezza privata - scriveva Gabriele - ha ancora bisogno dell'accompagnamento dell'istituzione, perché la "riforma" indotta nel suo tessuto connettivo non ha ancora avuto la possibilità di registrare una reale ed organica metabolizzazione della pesante iniezione di cambiamento che, per certi  versi, ha stravolto e non solo modificato. Un accompagnamento che non sfoci in un burocratico controllo della capacità di adeguamento alla novella normativa e regolamentare (...). Le nostre risorse umane - aggiungeva -, che nell'insieme meriterebbero forse maggior e più dinamica attenzione, non da ultimo, ad esempio,  per quanto riguarda l'odierna vicenda delle categorie del  lavoro usurante nell'ambito della sofferta e soffrente problematica delle pensioni, forniscono un supporto alla stabilità della sicurezza nazionale certamente non da coda della classifica". "Ci sentiamo in diritto, per quel che rappresentiamo - concludeva Gabriele, richiamando anche il progetto di filiera della sicurezza - di chiedere una rivitalizzazione di un rapporto osmotico indispensabile, e non solo formale, che sappia accompagnare la progressiva soluzione dei macigni ancora e sempre più ostativi di un normale evolversi della gestione della sicurezza, di quella Sicurezza che ci viene richiesto di garantire non più solo al bene privato ma alla società civile tutta, anche alle istituzioni".

21 dicembre 2017