Per i preziosi un Natale non esaltante

Ricerca Format research per Federpreziosi: per il 46,6% dei gioiellieri italiani le vendite risultano invariate o aumentate rispetto al 54,4% che le giudica diminuite. Ma per il primo semestre 2016 vendite date in aumento tra il 7,8% e il 14,7%.

Per quanto riguarda i preziosi il periodo natalizio non è più l'occasione esclusiva di acquisto, tuttavia resta uno dei momenti di maggiore attività. Per questo Federpreziosi ha voluto verificare l'andamento delle vendite per il comparto orafo-gioielliero-orologiaio in occasione del Natale 2015 a paragone dell'analogo periodo 2014. Lo ha fatto attraverso un'indagine certificata Format Research effettuata tra il 12 e il 18 gennaio 2016. Dalla ricerca emerge che per il 46,6% dei gioiellieri italiani le vendite risultano invariate o aumentate rispetto al 54,4% che le giudica diminuite. Best seller restano i preziosi (44,8%) anche se in fascia di prezzo più contenuta, seguiti dai bijoux (39,3%) e dagli orologi (15,9%). Per il 93% delle aziende intervistate la flessione è da imputarsi alla crisi economica. Decisamente più ottimistiche le previsioni per il primo semestre 2016. Gli acquisti realmente effettuati risultano, rispetto alle intenzioni dichiarate prima di Natale, aumentati dal 7,8% al 14,7%. Il presidente di Federazione, Giuseppe Aquilino, sottolinea che si è "di fronte ad un mercato che nell'arco di pochi anni ha visto mutare non solo i flussi di acquisto, ma anche le richieste legate alla tipologia di prodotto. I preziosi in generale sono sicuramente un bene non necessario che però racchiude al suo interno non solo una cultura di prodotto ma una pluralità di messaggi che possono rivelarsi una vera e propria cartina al tornasole. Se letti in modo adeguato, consentono di comprendere l'evoluzione generale dei consumi e di studiare strategie nonché tattiche di intervento per adeguarsi ai cambiamenti in atto e valutare le prospettive".  Secondo il direttore Steven Tranquilli "interessanti riflessioni scaturiscono da due indicazioni: la prima è che la maggior parte degli acquirenti risultano essere clienti fidelizzati -  per consolidata conoscenza del negozio o per precedente positiva esperienza – e la seconda che la disponibilità di spesa è diminuita. Se da un lato è gratificante che sia forte la clientela storica, è evidente che resta ancora da raggiungere una fetta notevole di clientela potenziale. Molti degli associati hanno già sperimentato e stanno portando avanti con notevole impegno progettuale ed economico iniziative mirate, ripensando in maniera globale le modalità di offerta e di comunicazione con soluzioni fino qui inconsuete per il settore".

28 gennaio 2016