Per la vendita diretta un 2015 da ricordare

Il fatturato delle imprese associate ad Univendita è salito del 7,5% rispetto al 2014. Sinatra: "1,6 miliardi di euro sono un fatturato record, abbiamo chiuso l'anno con il più alto incremento di sempre". "La deflazione rischia di affossare consumi e investimenti".

Univendita chiude il 2015 con un fatturato delle imprese associate pari a 1 miliardo e 602 milioni di euro, con un incremento del 7,5% rispetto al 2014. Dalla fondazione di Univendita, nel 2010, l'anno appena concluso è stato non soltanto il sesto esercizio consecutivo di crescita, ma anche quello che ha registrato l'incremento più significativo. "La vendita a domicilio conferma il suo ruolo di traino nel settore commercio, che nel 2015 ha registrato finalmente alcuni timidi segnali di ripresa. È  significativo –commenta il presidente Ciro Sinatra– come la nostra crescita record si inquadri in una fase di debole ripresa dei consumi, tornati a crescere per la prima volta dopo quattro anni consecutivi di calo. Questo dimostra la validità della formula della vendita a domicilio di eccellenza basata sulla qualità dei prodotti, la professionalità dei venditori e la personalizzazione dell'offerta: tre elementi che consentono al cliente di vivere una shopping experience che lo rende ancora più consapevole dell'acquisto".   Sul fronte occupazionale, i venditori a domicilio sono oltre 153.000, in crescita dello 0,2% rispetto al 2014. La componente femminile è pari al 93%; una percentuale che dimostra come le esigenze di flessibilità richieste dalle lavoratrici trovino adeguata risposta nel modello organizzativo offerto dalle aziende di vendita a domicilio.

Sinatra: "la deflazione rischia di affossare consumi e investimenti"

Il presidente di Univendita, Ciro Sinatra, ha commentato i dati Istat riguardanti il calo dei prezzi, evidenziando che "rischia di minare alle basi una ripresa, che ha appena manifestato i suoi i primi segnali, ma che già si mostra molto fragile. Occorre restituire fiducia ai cittadini e ai consumatori che, in questo momento, sono pessimisti sull'andamento dell'economia, generando così un calo dei consumi e degli investimenti. Il governo si è avviato sulla strada delle riforme ma, in questo momento più che mai, occorre maggiore decisione: investendo, liberando risorse e, soprattutto, allentando la pressione fiscale, che rappresenta il vero freno per la ripresa. Abbassare le aliquote rappresenterebbe una vera iniezione di fiducia per i cittadini consumatori".

01 marzo 2016