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Sangalli: "Albergatore primo e fondamentale collegamento tra il turista e il territorio"

Il presidente di Confcommercio, carlo Sangalli, è interventuto a Rimini alla presentazione dell'ultimo volume della collana "Le bussole" prodotta dalla confederazione dedicata al mondo degli alberghi. "Mi fa molto piacere essere qui oggi per presentare, insieme all'amico e Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, il nono volume de Le Bussole di Confcommercio, la nostra Collana editoriale dedicata all'innovazione nel terziario di mercato. E mi piace pensare al paragone tra questa nona Bussola dedicata all'albergo e il fatto che nel calcio –tradizionalmente- la maglia numero 9 è quella prestigiosa del centravanti d'attacco. Il comparto alberghiero nel turismo gioca, infatti, un ruolo strategico. E l'albergatore è il primo e fondamentale collegamento tra il turista e il territorio, un indiscusso protagonista del marketing territoriale. E, guardate, quello dell'albergatore è certamente un ruolo "classico", che esiste da prima che nascesse il concetto di turismo stesso. Eppure, proprio questo ruolo vive in modo singolare l'innovazione sulla propria pelle e dentro le proprie vene. L'abbiamo visto in questi anni di digitalizzazione, di nuove forme di concorrenza, di globalizzazione dei mercati. Questo è un settore che è stato sfidato -in modo a volte anche violento- dai cambiamenti del mercato. Basti pensare a tutto il grande tema degli affitti brevi dei privati. A questo proposito è di grande interesse il capitolo della Bussola dedicato al web, pagina 314. Rispondere alla sfida dell'innovazione con l'innovazione denota una maturità e, allo stesso tempo, una vivacità straordinaria del settore, al quale dobbiamo guardare con grande interesse. Sul tema, io sono convinto di due cose. La prima è che la filiera del turismo debba presentarsi e lavorare sempre più in maniera collegata. E sono contento che proprio in Confcommercio ci sia questa possibilità di legare, di mettere a sistema tutti i passaggi della filiera turistica, dai trasporti alla ricettività, dai pubblici esercizi ai servizi di comunicazione. Fino ad arrivare alla cultura. E per questo mi fa piacere ricordare del recente protocollo siglato tra Confcommercio e le imprese della cultura e dello spettacolo riunite in AGIS.Vengo quindi al secondo passaggio. Sono convinto che sia una nostra responsabilità valorizzare il meglio di questo settore dando buoni esempi e trainanti modelli da seguire. Proprio negli esempi c'è un punto forte della Bussola dedicata all'Albergo, uno strumento per chi è già albergatore o per chi lo vuol diventare, che spiega i fondamentali d'impresa del comparto. Penso alle competenze manageriali, al marketing, alla pianificazione e alla gestione del personale, al quale è dedicato un significativo intero capitolo a pagina 164. Questa Bussola, insomma, illustra molto bene che fare ricettività non significa mai improvvisarla. Però, se non c'è spazio per l'improvvisazione, è altrettanto vero che la creatività ha un ruolo fondamentale. Perché l'imprenditore che innova è anche quello che esce prima e meglio dalla crisi, ed è maggiormente pronto a cogliere e utilizzare i vantaggi e le opportunità che offre il mercato. Questa Bussola parla dunque di innovazione nel settore. E lo fa parlando di turismo, anzi, di turismi, di come capirli e interpretarli. Perché oggi non c'è più "IL turista", ma c'è il turista della bici, del golf, del vino, e così via… L'elenco è molto lungo e si può leggere nel capitolo 3 che inizia a pagina 52. Soprattutto, questa Bussola parla di come fare dell'innovazione un alleato che amplia il mercato senza impoverirlo e può rendere ogni imprenditore del turismo "unico". "Unico" -ben inteso- vale per il servizio offerto e per l'esperienza che il cliente vive. Ben altra cosa è tollerare eccezioni negli standard di qualità o nelle regole che, invece, devono essere uguali per tutti. Stesso mercato, stesse regole. Ci auguriamo davvero che questo sia un piccolo contributo ad un settore al quale stiamo dedicando tanta attenzione e che consideriamo profondamente strategico per il Paese. Ecco, la stagione estiva appena trascorsa è stata tra le migliori degli ultimi anni, con gli arrivi dall'estero aumentati del 5,8% e con segnali incoraggianti di destagionalizzazione sul fronte interno. A settembre il 10% in più degli italiani ha fatto una vacanza rispetto allo scorso anno. Questi dati non sono solo frutto delle difficoltà che stanno vivendo alcune destinazioni concorrenti. Sono, invece, anche effetto di una politica più attenta alla cultura, vista non come "risorsa per pochi", ma come grande attrattore turistico da promuovere.  E qui certo penso al Piano Strategico di Sviluppo del Turismo 2017-2022 a cui abbiamo contribuito con convinzione. Il nostro turismo, certamente, ha ancora tanto da migliorare sul lato dell'offerta, in particolare per contrastare la tendenza al turismo "mordi e fuggi". E –ne siamo convinti- proprio gli eventi artistici e culturali possono favorire sia soggiorni più lunghi sia la destagionalizzazione della domanda turistica. Il turismo è sicuramente una delle chiavi di volta della ripresa. Una ripresa che si sta consolidando, ma resta, purtroppo, lenta e parziale. Lenta perché nessuna regione è tornata ai livelli pre-crisi e perché cresciamo meno degli altri paesi europei. Parziale, perché le distanze tra Nord e Sud si sono acuite. L'enorme potenziale del Mezzogiorno resta infatti inespresso e si riduce il suo contributo al PIL. Certamente, aver eliminato innanzitutto l'aumento dell'Iva per il 2018 è un buon risultato per il quale la Confcommercio si è spesa ininterrottamente nell'interesse generale del Paese. E la legge di Bilancio appare ben impostata, anche per i tagli alla spesa pubblica improduttiva. Ma siamo solo al primo tempo di una partita ancora lunga da giocare. Per vincerla bisogna accelerare sulle riforme e ridurre i problemi strutturali della nostra economia che rappresentano un "buco nero" per la competitività delle nostre imprese. Per vincerla dobbiamo mettere in campo i nostri numeri 9. Concludo, e la dico cosí. Pochi giorni fa sono stati assegnati i Premi Nobel, tra cui quello per l'Economia a Richard Thaler. Il Professor Thaler studia l'economia pensando che i consumatori non siano "perfettamente razionali", ma li considera "umani", quindi sensibili a quelli che lui definisce "nudge" I nudge sono "pungoli", "spintarelle" –spesso fattori emotivi, legati al benessere- che ci inducono a prendere una scelta piuttosto che un'altra. Ecco, io mi auguro che queste Bussole siano un po' dei "nudge" per il nostro sistema alberghiero in grado di convincere il turista a rimanere un po' di più, un po' più spesso e un po' più felicemente nel nostro Paese".

13 ottobre 2017