Argomenti: Articolo 

Sangalli: "Trasporti e logistica sono asset strategici per il Paese"

Il presidente di Confcommercio al Forum Internazionale di Conftrasporto: "In dieci anni il valore del trasporto internazionale di merci in Italia è cresciuto di quasi 4 miliardi di euro, mentre le imprese italiane del settore hanno perso oltre un miliardo e mezzo di euro". "Superare deficit infrastrutturale ed eccesso di buriocrazia".

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha aperto i lavori del terzo Forum Internazionale di Conftrasporto che si tiene a Cernobbio. "Un appuntamento - ha detto Sangalli - che testimonia sempre di più il valore e l'importanza dei trasporti e della logistica all'interno di Confcommercio che è la casa comune delle imprese del terziario di mercato". "Un anno fa, qui ad ottobre, avvistavamo la ripresa, che oggi si conferma un po' più solida delle attese. Oggi possiamo parlare, dunque, di ripresa, ma di una ripresa, purtroppo lenta e parziale come confermato dal nostro Ufficio Studi che ha rivisto al rialzo di alcuni decimi di punto le previsioni su Pil e consumi per il 2017 e il 2018. Una crescita con una domanda interna ancora debole e lontana da quel ritmo attorno al 2% che consentirebbe un più rapido riassorbimento della disoccupazione, una riduzione apprezzabile dell'area della povertà assoluta, un recupero vigoroso dell'attività produttiva nelle regioni italiane che più hanno perso durante la crisi". Sangalli ha riconosciuto al governo il merito "di aver iniziato un percorso di distensione fiscale e di aver mantenuto l'impegno di eliminare le clausole di salvaguardia per il 2018". "Una decisione importante - ha aggiunto il presidente - che premia una tenace battaglia di Confcommercio, spesso condotta in solitudine. Speriamo di non essere soli quando si tratterà di contrastare gli aumenti dell'Iva che restano sul tappeto per il 2019 e per 2020: il cui importo complessivo, voglio ricordarlo ai meno attenti, vale ancora la cifra monstre di oltre 26 miliardi di euro". Ma Sangalli ha sottolineato che nel valutare le prospettive economiche dell'Italia, la cautela è d'obbligo "perchè consumi non si sono ancora avviati lungo un sentiero di crescita robusta, la ripresa è complessivamente più lenta rispetto a quanto sperimentato dai nostri partner internazionali e il nostro debito pubblico ci espone a rischi di shock negativi sui rendimenti, con costi potenzialmente rilevanti sul  versante delle uscite pubbliche". "Resta intatta - ha osservato Sangalli - l'urgenza di accelerare lungo il sentiero delle riforme, e di ridurre i problemi strutturali della nostra economia". Il presidente di Confcommercio ha poi affrontato il tema centrale del Forum, quello dei trasporti e della logistica "un asset strategico per l'Italia. Interessati da timidi segnali di ripresa, si sono dimostrati davvero capaci di assorbire maggiori traffici. Eppure tutto ciò non si trasforma in maggiore ricchezza per l'economia". "Il punto cruciale - ha detto Sangalli - è che a beneficiare di questi ritrovati traffici e, soprattutto, della loro crescita futura non sono e non saranno le nostre imprese e il nostro Paese, ma gli operatori stranieri. Infatti, in dieci anni il valore del trasporto internazionale di merci in Italia è cresciuto di quasi 4 miliardi di euro, mentre le imprese italiane del settore hanno perso oltre un miliardo e mezzo di euro. I trasporti sono, purtroppo, sempre più in mano alle imprese straniere. In particolare, le imprese dei Paesi dell'Est Europa stanno mettendo in crisi il nostro trasporto su gomma e oggi hanno in pugno oltre la metà del mercato internazionale in Italia. In questo contesto di "colonizzazione" massiccia i nostri imprenditori per sopravvivere e continuare ad operare sul mercato nazionale sono costretti a delocalizzare. Una delocalizzazione che penalizza i redditi interni, riduce il tasso d'innovazione, pregiudica le prospettive di integrazione del sistema con il resto dell'Europa e del mondo. A salire sul banco degli imputati sono, ancora una volta, le nostre debolezze strutturali. Mi riferisco al deficit di infrastrutture e all'eccesso di burocrazia e di pressione fiscale, fattori che penalizzano e rendono meno competitive le nostre imprese". "Basti pensare - ha aggiunto Sangalli - che per via di lungaggini e adempimenti burocratici, le imprese italiane di navigazione e di autotrasporto perdono complessivamente oltre un miliardo di euro all'anno in termini di guadagni e di fatturato. Allora è necessario fare presto e bene perché rischiamo di perdere un intero comparto che è di fondamentale importanza per l'economia e le prospettive di crescita del Paese". "Le priorità a nostro avviso - ha concluso Sangalli -  sono chiare: un contrasto più forte alla concorrenza sleale e al dumping sociale nell'autotrasporto; l'applicazione del principio "chi meno inquina meno paga" per un trasporto più sostenibile; l'incentivazione dell'intermodalità; la piena attuazione della strategia d'intervento "Connettere l'Italia" prevista per il settore e del Piano nazionale strategico della portualità e della logistica".

 

09 ottobre 2017