Snag: "la liberalizzazione della vendita non risolve la crisi"

Audizione informale in commissione Cultura alla Camera per il Sindacato nazionale autonomo giornalai sulla proposta di legge che istituisce il Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione. "Sì a un provvedimento ad hoc sulla distribuzione".

Sì a nuove norme sulla distribuzione, no alla liberalizzazione dei punti vendita, che non sarebbe "una risposta alla crisi": questa, in sintesi, la posizione dello Snag, il Sindacato nazionale autonomo giornalai, in audizione informale in commissione Cultura alla Camera sulla proposta di legge che istituisce il Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione e assegna le deleghe al Governo per la ridefinizione del sostegno pubblico all'editoria. "Davanti alla commissione Cultura - spiega Armando Abbiati, presidente di Snag-Confcommercio - abbiamo cercato di evidenziare come l'edicola, svolgendo un servizio a vantaggio dei cittadini, sia la porta di accesso fondamentale al diritto d'informazione e che per tale ragione non possa essere equiparata - in termini di contributo alla diffusione della stampa e del pluralismo - a un punto vendita non esclusivo, che offre al pubblico solo un numero ridotto e selezionato di testate. Sarebbe invece necessario intervenire sulla distribuzione, con un provvedimento ad hoc che garantisca a tutti i punti vendita l'accesso alle forniture e scongiuri gli abusi di posizione dominante e di dipendenza economica come quelli che sono in atto oggi". Snag ha anche affrontato "il tema dell'informatizzazione della rete di vendita", sottolineando "la necessità di una gestione condivisa tra tutte le componenti della filiera volta all'ottimizzazione delle forniture e che ripartisca adeguatamente i costi, escludendo da questo onere gliedicolanti". Tra le misure urgenti, il sindacato ha indicato "la richiesta di estendere la delega al riordino della disciplina dell'Imu sui chioschi e della disciplina delle concessioni di suolo pubblico per l'esercizio dell'attività, che comportano per l'edicolante una doppia imposizione fiscale". Infine, Snag ritiene che "l'estensione della normativa sui Pos nei pagamenti di modica entità anche all'acquisto di prodotti editoriali genererebbe un'ulteriore riduzione del già esiguo margine di guadagno dell'edicolante, a causa dei costi delle commissioni che ricadrebbero sull'edicolante stesso". 

25 gennaio 2016