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Studi di settore, ecco la posizione di Rete Imprese Italia

Il soggetto unitario di rappresentanza delle pmi e dell'impresa diffusa ha inviato al Ministero dell'Economia un documento contenente le proposte di intervento sulla materia.

"Nel corso del 2016 gli studi di settore saranno interessati da una semplificazione dei modelli e da una rivisitazione delle modalità di costruzione. Riteniamo sia giunta l'ora di cambiare passo e di abbandonare completamente l'utilizzo dello studio come strumento di accertamento per valorizzarne le potenzialità dello stesso come elemento di compliance". Lo scrive Rete Imprese Italia nelle "Le proposte di intervento in materia di Studi di Settore", documento che è stato inviato al viceministro dell'Economia, Luigi Casero. In particolare, Rete Imprese Italia propone di "rivedere l'utilizzo degli studi di settore ritornando alle iniziali finalità dello strumento", nonché di introdurre un "nuovo sistema di tassazione che punti a premiare l'efficienza e la fedeltà fiscale in modo automatico all'aumentare del reddito dichiarato". Il soggetto unitario di rappresentanza delle pmi e dell'impresa diffusa chiede dunque di "utilizzare lo studio di settore come elemento di una rafforzata compliance".

09 febbraio 2016