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Sacchetti bio, ok ai monouso portati da casa

Non si placa la polemica sui sacchetti biodegradabili e compostabili per frutta, verdura, carne e pesce, a pagamento dal primo gennaio scorso. Il Ministero della Salute interviene: sì alle buste monouso portate da casa, ma no al riutilizzo, per motivi igienici.

Non si fermano le polemiche sui sacchetti bio per l'ortofrutta a pagamento, e il Ministero della Salute interviene: sì alle buste monouso portate da casa, ma no al riutilizzo, per motivi igienici. "Non siamo contrari al fatto che il cittadino possa portare i sacchetti da casa, spiegano al Ministero, a patto che siano monouso e idonei per gli alimenti".
"Il riutilizzo dei sacchetti - precisa il direttore generale del Ministero, Giuseppe Ruocco - determinerebbe infatti il rischio di contaminazioni batteriche". Il titolare dell'esercizio commerciale "avrebbe ovviamente la facoltà di verificare l'idoneità dei sacchetti monouso introdotti".  Intanto un portavoce della Commissione europea ha spiegato che la direttiva sui sacchetti a pagamento (recepita in Italia al primo gennaio) nasce dalla "grande preoccupazione" per i 100 miliardi di buste di plastica prodotte ogni anno e destinate a restare nell'ambiente per 100 anni. La norma europea si basa sul principio "chi inquina paga". Tutti i Paesi Ue, ad eccezione di Spagna e Romania, l'hanno già recepita. Le borse di plastica di qualsiasi tipo "non possono essere distribuite a titolo gratuito" dai supermercati, spiega il Ministero in una circolare e "il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino".  Intanto su Twitter continuano le polemiche e le accuse al Pd di favoritismo alla Novamont. Ma molti difendono il provvedimento e qualcuno la butta sul ridere inventando nuovi slogan.
03 gennaio 2018