La cordata formata da
Confcommercio, British American Tobacco e dalla banca d’affari di Franco
Bernabè, ha vinto l’asta del Tesoro per l’acquisizione dell’Eti offrendo 2325
milioni di euro. La cordata degli imprenditori associati aveva offerto 1522
milioni di euro, mentre la cordata guidata da Altadis 1510 milioni di euro. Il
ministero dell’Economia, in una nota, ha ufficializzato che “il Comitato di
Consulenza Globale e Garanzia per le Privatizzazioni ha esaminato le offerte
pervenute per l’acquisto della partecipazione totalitaria detenuta dal Tesoro
in ETI SpA. L’offerta più elevata – prosegue il comunicato – è quella formulata
dalla cordata Britannica Italiana Tabacchi SpA pari a 2.325 milioni di euro”.
Il Comitato, acquisiti anche i pareri dei valutatori indipendenti (IMI e
Deloitte), ha espresso il parere di competenza raccomandando di accettare tale
offerta. Il Tesoro, ha poi specificato che “l’operazione di privatizzazione
potrà ritenersi completata solo dopo la decisione formale del ministero e
l’ottenimento da parte degli acquirenti di tutte le autorizzazioni necessarie”.
Il presidente di British American Tobacco, Martin Broughton, ha sottolineato
che il gruppo anglo-americano “ha fatto un buon affare ad un prezzo
ragionevole”. “Il prezzo corrisposto – ha rilevato Broughton in una nota della
società – è più alto di quanto previsto dalle valutazioni di mercato. Esso,
tuttavia, nasce dalle considerazioni fatte in seguito all'analisi delle
informazioni finanziarie ricevute, dei colloqui con il management dell'Eti e
valutando le sinergie che si potranno raggiungere”. Bat, inoltre, si dice
convinta che “a seguito dell’allargamento dell’attività produttiva, vi siano
ampi margini per ottimizzare i costi di gestione e per ridurre i costi
d’acquisto a seguito dell’aumento dei volumi. Tale risparmio potrà ammontare a
circa 35 milioni di euro l’anno entro il 2007”.