Secondo i dati di Eurostat, la
produzione industriale dell’Eurozona su basi destagionalizzate è diminuita a
giugno dello 0,4% rispetto al mese precedente ed è cresciuta del 2,7% rispetto
a giugno 2003. Nei venticinque paesi dell’Unione Europea la produzione
industriale è scesa dello 0,2% su base mensile e aumentata del 2,9% su basi
annue. Nell’Ue a 15 il dato è stato rispettivamente di -0,2% e +2,5%. L’Italia
ha registrato una flessione dello 0,7% mensile e dello 0,1% annua. Gli
economisti prevedevano che la produzione industriale dell’Eurozona calasse
dello 0,8% rispetto a maggio, quando salì dello 0,6% (dato rivisto dal
precedente +0,7%). A livello mensile, gli aumenti maggiori si sono avuti in
Lituania (+3,2%), Irlanda (+2,5%) e Lettonia (+2,1%), mentre i cali più
consistenti in Germania (-2%), Finlandia (-1,7%), in Grecia e Slovenia (-1,6%
ciascuno). Su base annua, forti progressi per Lituania (+18,1%), Polonia
(+13%), Repubblica Ceca (+12,7%) e Ungheria (+8,6%) mentre flessioni si sono
verificate, oltre che in Italia, in Grecia (-1,5%) e in Portogallo (-0,3%). A
livello settoriale, nell’Eurozona i beni intermedi sono aumentati
rispettivamente dello 0,1% e del 2,8%; il settore dell’energia è calato dello
0,4% su mese e cresciuto dell’1,2% su base annua. I beni di investimento hanno
segnato -0,6% e +4,9%; i beni di consumo durevoli hanno registrato -1,2% e
+1,6% e quelli non durevoli -0,7% e +0,1%.