“Le Agenzie per le imprese – la
cui istituzione è prevista nel contesto del disegno di Legge di semplificazione
per il 2005 – costituiscono una messa a regime dei compiti di servizio
fisiologici per le associazioni d’impresa, insiti nella loro missione di
rappresentanza e tutela del sistema imprenditoriale. E una positiva conclusione
della vicenda confermerebbe l’impegno del Governo verso quelle riforme di
mercato che, senza aggravio di oneri a carico della finanza pubblica, sono in
grado di recare un notevole contributo al recupero di competitività del
sistema-paese”: ad affermarlo è il presidente di Confcommercio, Sergio Billè,
in una nota inviata al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e ai
ministri interessati.
“Non si comprendono, dunque –
prosegue Billè – le incertezze dell’ultima ora che osterebbero all’esame del
provvedimento da parte del Consiglio dei Ministri. Costo dei servizi e
apprezzamento della qualità – peraltro supportato da procedure di
accreditamento e autorizzazione operate dalle competenti Amministrazioni – sono
elementi che potranno comunque essere liberamente valutati dalle imprese
rispetto alla pluralità dell’offerta di servizi espressa dalle Agenzie stesse e
dai professionisti”.
Nella nota, il presidente di
Confcommercio ha poi sottolineato la necessità di non “continuare a fondare il
sistema dell’assistenza e della consulenza professionale su una logica di
“riserve”, che costiuirebbe davvero una scelta di retroguardia rispetto ad un
disegno riformatore del mondo delle professioni improntato ai valori della
concorrenza e della liberalizzazione e in ciò coerente con i chiari
orientamenti comunitari in materia”.
La nota di
Confcommercio, segue le dichiarazioni rilasciate ieri dal vice presidente della
commissione Finanze della Camera, Maurizio, Leo che ha sottolineato come “la
costituzione delle cosiddette Agenzie per le imprese per consulenza e
l’assistenza alle imprese potrebbe creare enormi problemi al comparto
imprenditoriale senza dare garanzie allo Stato e agli altri enti pubblici”. “La
consulenza e assistenza alle imprese – ha aggiunto Leo - deve essere svolta
esclusivamente da soggetti professionalmente qualificati. Perciò attribuire
dette competenze a non ben identificati organismi potrebbe creare solo enormi
problemi alle imprese e anche alla pubblica amministrazione”.