Allargamento
Ue: per l'Europa una sfida da vincere
“L'allargamento
dell'Unione Europea a 25 paesi non deve evocare solo paure ma rappresentare una
sfida che l'Europa può vincere. L’importante è trovare, nella formulazione di
programmi e di strategie, un giusto punto di equilibrio tra quel che producono
le vecchie radici dell’Europa dei 15 e quel che, invece, verrà dal nuovo
seminato”. Questo, in sintesi, il messaggio che il presidente di Confcommercio,
Sergio Billè, ha rivolto oggi alla platea degli imprenditori di Trieste riuniti
nel corso dell’assemblea provinciale dell’organizzazione. “Crescere con la
nuova europa” è stato il tema centrale dell’appuntamento triestino che ha visto
la partecipazione - oltre che del presidente della Confcommercio di Trieste,
Antonio Paletti - del Sindaco di Trieste, Dipiazza, dell’Assesore regionale
all’economia, Antonucci, e del Presidente della Provincia, Scoccimarro.
“L'allargamento - ha aggiunto
Billè - porterà con se vantaggi e svantaggi. Di certo la competizione è cambiata
e non solo a livello europeo. Ai due poli di Europa e Stati Uniti - ha spiegato
- si è aggiunto il terzo polo rappresentato da Cina e India, il che ci pone
davanti a nuovi pericoli. Io credo però - ha detto Billè - che con le
potenzialità che ha ancora la cara vecchia Europa, probabilmente potremo
vincere anche questa
sfida”.
Infine,
sulla situazione economica del nostro paese, Billè non risparmia una “stoccata”
a governo e istituzioni che dovrebbero dare “un chiaro, netto, inequivocabile
input volto al potenziamento prima di tutto delle infrastrutture e poi della
logistica necessarie per realizzare quel colpo d’ala che la nuova situazione
richiederebbe. Ma di questi indispensabili interventi c’è oggi purtroppo solo
una labile e assai sfumata traccia”. Colpevoli, secondo Billè, una burocrazia
fortemente zavorrata, un piano di investimenti in infrastrutture gestito troppo
a “fisarmonica”, e una enigmatica politica dell’Europa che, se da un lato ha
imposto argini al debito pubblico, dall’altro ha lasciato che Francia e
Germania superassero questi argini consentendogli di fare quello che a loro
pareva più opportuno.