Il 14 gennaio del 2005, entrerà in vigore la normativa sulla tutela della salute dei non fumatori, con gli obblighi previsti dall’apposito regolamento sui requisiti tecnici dei locali, dei relativi impianti di ventilazione e di ricambio d’aria. In pratica, il divieto di accendere sigarette, sigari e pipa sarà esteso a tutti gli spazi chiusi con accessibilità al pubblico, a meno che non siano dotati di idonei impianti di riciclo. Nel novero delle superfici “out” rientreranno bar, ristoranti, pub ed altri esercizi, oltre ad alberghi ed agriturismi. Questo sempre che non siano predisposti ambienti separati, di superficie inferiore a quelli con divieto, attrezzati adeguatamente. Proprio per affrontare l’argomento, chiarendo dubbi e rispondendo a quesiti, giovedì prossimo, 22 aprile, alle 15,30, per iniziativa dell’associazione albergatori, si svolgerà, a Cuneo, presso la sala Contrattazioni di via Roma 15, un convegno sull’argomento. Interverranno Guido Garavello, vice presidente della Fipe nazionale ed Edi Sommariva, direttore generale della Fipe. Nell’occasione, dopo aver illustrato il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri che elenca, nei dettagli, gli accorgimenti da applicare, si parlerà di problematiche relative, in particolare, agli esercizi situati nei centri. “Sin dalle premesse appare evidente, consultando i dati statistici forniti dalla Fipe (la federazione dei pubblici esercizi) – ha spiegato il presidente della Fipe provinciale aderente a Confcommercio, Andreino Durando – che quasi i due terzi dei locali non riuscirà a soddisfare fumatori e non e dovrà invitare i primi a desistere dall’accendere la sigaretta. Questo perché le superfici destinate all’attività non consentono suddivisioni, in modo da ottemperare a quanto disposto per legge, lasciando a chi non fuma più del 50 per cento dello spazio disponibile e consentendogli l’accesso ai servizi senza attraversare il locale riservato agli smokers. A questo va aggiunto poi il problema degli investimenti richiesti”. “Non vanno trascurati poi – spiega Piero Basso, vice presidente dell’associazione esercenti – i risvolti economici dell’operazione. A livello nazionale, tra progettazione, installazione e manutenzione, si ipotizza una spesa non inferiore ai 150 – 200 euro a metro quadro di superficie. Calcolando che, globalmente, 30.000 esercizi italiani tra ristoranti, pizzerie, bar e pub installino gli impianti di ventilazione su uno spazio medio di 30 metri quadri, si approda a 15 milioni di euro per il solo nostro comparto. Un esborso elevatissimo, per di più non sostenuto da interventi pubblici”. In provincia di Cuneo pare che l’orientamento prevalente sia quello di collocare i cartelli “vietato fumare”, rischiando di perdere una clientela che presenta un buon interesse. Sarebbero pochi, infatti, gli esercenti intenzionati a creare la zona fumatori, adeguatamente blindata e ventilata. La valvola di sfogo, nella buona stagione, sarà, comunque rappresentata dai dehors che, di recente, proprio in vista della nuova normativa, hanno registrato una diffusione straordinaria. In Piemonte i ristoranti sono 6000 circa, i bar poco più di 10.000. Di questi, più di 2000 sono nella Granda.