Assopetroli: il
metano inquina come il gasolio
Il gasolio da riscaldamento non inquina più del metano
e, se le politiche energetiche
proseguiranno così come sono state impostate negli
ultimi anni, rischia di chiudere un settore che dà lavoro, tra dipendenti
diretti e indotto, a circa 30mila persone. Lo afferma
Assopetroli, l’associazione dei distributori di
carburanti aderente a Confcommercio.
“Il metano e i prodotti di derivazione petrolifera,
specie i più recenti – ha affermato Franco Ferrari Aggradi, vicepresidente
vicario di Assopetroli - inquinano allo stesso modo: con dinamiche diverse, ma
nella stessa quantità. Per fare un esempio, il gasolio è maggiormente
responsabile nella produzione delle polveri sottili Pm 10, ma quelle
sottilissime sotto i 10 micron, che non vengono filtrare dai bronchi,
provengono soprattutto da problemi di combustione del gasolio”.
Assopetroli, che ha organizzato a Milano una conferenza
stampa per presentare le sue proposte di sviluppo del settore, chiede “una
nuova politica energetica, non basata su studi risalenti a 30 anni fa”. “E’
necessario un intervento legislativo moderno per il quale stiamo definendo una
nostra bozza – ha proseguito Ferrari Aggradi - e anche nuove forme di
incentivazione”. Secondo Assopetroli, “non deve essere una semplice
rottamazione come è stato fatto qualche anno fa: allora si cambiarono alcune
caldaie, ma spesso non erano tarate sulle necessità dello stabile o la gestione
è stata affidata un po’ a caso. L’obiettivo è quello di arrivare a un processo
integrato nell'installazione, nella gestione e nella manutenzione degli
impianti termici”.
“In Lombardia i combustibili per riscaldamento di
origine petrolifera sono responsabili solo del 20% dell’inquinamento totale –
ha concluso Assopetroli - e noi siamo un comparto vitale per il Paese, basti
pensare che durante l’ultimo black out moltissime 'nostre' aziende sono state
precettate per fornire gasolio alle centrali elettriche in
difficoltà”.