La
forte crescita del diesel spinge più in alto le vendite di utilitarie
Sulla base delle immatricolazioni del primo
trimestre 2004, l’Unrae ha messo a fuoco
la struttura del mercato italiano
dell’automobile, confrontandola con quanto avvenuto
negli ultimi due anni. Ne emerge un quadro
che indica tendenze molto forti in due
specifici settori: quelli delle
motorizzazioni e dei segmenti. Il dato più interessante è che la corsa delle
motorizzazioni diesel ha ricevuto una forte accelerazione dall’immissione sul
mercato di propulsori compatti di ultima generazione, andati ad arricchire
l’offerta delle vetture del secondo segmento del mercato, quello delle
cosiddette utilitarie. “In realtà – spiega Gianni Filipponi, segretario
generale dell’Unrae – il termine andrebbe modificato, in quanto oggi le auto
del secondo segmento del mercato vengono offerte anche in versioni molto ricche
di dotazioni di serie che sono ampiamente preferite dagli italiani i quali
privilegiano le dimensioni contenute di queste categoria di vetture, senza
voler però rinunciare al confort, alle dotazioni e alle prestazioni”. Per dare
una dimensione ai due fenomeni indicati, la quota delle vetture diesel
immatricolate nel primo trimestre del 2004 ha raggiunto il 55,49%, 12 punti in
più rispetto al 2002 e poco meno di 7 rispetto al 2003. Nell’ambito dei
segmenti, la quota delle utilitarie è salita al 43,36%, contro il 37,45 del
2002 e il 41,46% del 2003. Da notare la parallela contrazione della domanda di
vetture del segmento D (medie superiori), sceso dal 16% del 2002 al 12,88% del
primo trimestre di quest’anno. Accanto a questi due fattori molto evidenti,
merita una sottolineatura il notevole aumento delle immatricolazioni a persone
fisiche, il che può rappresentare una ulteriore conferma del fatto che nel
primo trimestre di quest’anno si è registrato un notevole calo delle chilometri
zero. “Si evidenza poi la crescita del noleggio (dal 9,73% del 2002 all’11,54%
del primo trimestre di quest’anno) che – sostiene Filipponi – è da imputare al
continuo aumento di quello a lungo termine ma anche alla domanda correlata al
buon avvio della stagione turistica”. Meritano infine attenzione anche
l’aumento delle immatricolazioni nel Nord-est e nel centro dell’Italia a
discapito del Nord-Ovest, che rispetto al 2003 ha perso oltre 1,5 punti di
quota.