“Non si tratta di limitare la
libertà di scelta dei cittadini e dei lavoratori, ma di assicurare alle scelte
operate dalle categorie e in sede contrattuale un trattamento, anche fiscale,
che segnali l’efficacia della previdenza integrativa rispetto al capitolo più
scottante della riforma delle pensioni”: questo il commento del presidente di
Confcommercio, Sergio Billè, dopo la presentazione da parte del presidente
della Commissione Lavoro del Senato, Tommaso Zanoletti, dell’emendamento che
equipara regole e trattamenti per polizze assicurative individuali, fondi
aperti e fondi contrattuali.
“Bisogna decidere – prosegue Billè
- se davvero, in questo Paese, si vuole puntare ad un rapido decollo degli
strumenti di previdenza complementare. Un decollo che non può prescindere dal
chiaro riconoscimento del fatto che è attraverso i fondi di matrice
contrattuale e di categoria che va perseguita la risposta al problema della
costruzione del secondo pilastro previdenziale, un problema sociale che investe
tanto il mondo del lavoro autonomo quanto il mondo del lavoro dipendente”.