Il piano di
riassetto della rete di distribuzione carburanti dell’Unione petrolifera,
limitatamente alle chiusure degli impianti dei privati convenzionati con le
società petrolifere, può andare avanti fino al 31 dicembre 2004. Il via libera
è arrivato dall’Antitrust, che ha così accolto la richiesta che la stessa Up
aveva presentato lo scorso 2 dicembre.
La proroga
riguarda il nulla osta concesso dall’Autorità garante per la concorrenza e il
mercato il 19 luglio 2001, scaduto il 31 dicembre scorso. A quella data, non
era stata
infatti
completata la chiusura dei circa 3mila impianti prevista dal riassetto, dal
momento che ne mancavano all'appello ancora 900.
Secondo il
team guidato da Giuseppe Tesauro, infatti, l’intesa mantiene le caratteristiche
di restrizione della concorrenza già individuate nel 2001, ma la deroga “appare
suscettibile di comportare un ulteriore miglioramento delle condizioni di
offerta sia sotto il profilo delle condizioni tecnico operative dell’attività
di erogazione di carburante in termini di aumento dell’erogato medio, sia in
relazione alle modalità di erogazione del servizio derivanti dall’incremento
delle percentuali di impianti self service sulle
varie reti
di distribuzione e della vendita di prodotti non oil”. Quindi, in ultima
analisi, un rinvio del termine ultimo previsto nel 2001 favorirà gli stessi
consumatori.
Lo scopo del
piano di riassetto è infatti quello di rendere più efficiente la rete e
consentire una effettiva liberalizzazione del settore in termini di turni e
orari di servizio. Stando a quello che riferisce il Bollettino, sulla base dei
dati forniti dall’Up, al 31 dicembre sono state realizzate complessivamente
5.819 chiusure a fronte di 1.225 nuove aperture, con un aumento dell’erogato
medio da 1,3 a 1,47 milioni di litri l’anno. E’ inoltre aumentato il numero di
self-service sparsi per la Penisola.
La richiesta
di proroga riguardava unicamente l’estensione dei termini previsti per
l’accesso, da parte dei retisti privati convenzionati con le società
petrolifere, al contributo
forfettario
previsto per ogni impianto chiuso, a titolo di parziale copertura dei costi di
smantellamento e bonifica dei suoli. Attualmente, infatti, il contributo era
stato autorizzato solo per chi avesse chiuso entro il 31 dicembre scorso. Con
il via libera dell’Autorità, invece, coloro che chiuderanno entro quest’anno
potranno così accedere all’erogazione.