La bilancia
commerciale italiana ha chiuso il mese di febbraio con un saldo negativo di 788
milioni di euro a fronte di un passivo di 424 milioni di euro nello stesso mese
del 2003. Lo ha comunicato l’Istat, precisando che le esportazioni sono
aumentate dell’1,3% e le importazioni del 3%. I dati destagionalizzati indicano
rispetto a gennaio 2004 un
aumento del
5,6% dell’export e del 3,2% dell’import.
Peggiore il
risultato dell’interscambio con i Paesi Ue: il saldo commerciale è risultato
negativo per
802 milioni a fronte di un saldo negativo di 913 milioni di euro nel febbraio
2003. Le esportazioni sono tuttavia cresciute del 6,2% e le importazioni del
4,8%. Rispetto a gennaio, i dati destagionalizzati registrano un aumento del
3,2% delle
esportazioni
e del 3,3% delle importazioni.
Nel primo
bimestre dell’anno, il saldo dell’interscambio complessivo è stato negativo per
3.122 milioni di euro (2.399 milioni nello stesso periodo del 2003), con una
flessione del
3,9% delle
esportazioni e dell’1,9% delle importazioni. Il saldo verso i Paesi Ue ha
registrato invece un passivo di 1.196 milioni di euro (1.348 milioni nello
stesso periodo del 2003): l’export è aumentato su base annua dello 0,8% e
l’import è rimasto stazionario.
Per quanto
riguarda l’interscambio con l’Unione europea, le esportazioni hanno registrato
gli aumenti tendenziali più elevati per il cuoio e i prodotti in cuoio (+17,9%)
e per i
metalli e
prodotti in metallo (+14,4%). Le flessioni più marcate hanno invece riguardato
i prodotti petroliferi raffinati (-12,8%) e i prodotti dell’agricoltura e della
pesca (-7,5%). Le
importazioni
hanno visto un balzo di energia elettrica, gas e acqua (+63%) e altri prodotti
dell’industria manifatturiera compresi i mobili (+23,1%). In netta flessione i
prodotti petroliferi raffinati (-28%).
Gli aumenti
più elevati del flusso delle esportazioni si sono registrati nei confronti del
Lussemburgo, con un boom del 126,9%, della Danimarca (+14,4%), della Spagna
(+11,6%), del Portogallo (+10,9%) e della Grecia (+10,2%). In calo invece
Belgio
(-7,5%) e
Irlanda (-6,2%). Anche le importazioni sono cresciute in maniera più evidente
nei confronti del Lussemburgo (+35,1%). In aumento anche verso Svezia (+21,2%)
e Finlandia (+18,5%).