Far slittare
al 2005 l’aumento dei canoni per le concessioni demaniali marine e prevedere un
aumento inferiore a quello del 300% stabilito dal decreto legge del 2003. Sono
le tesi che una delegazione delle Regioni, guidata dall’assessore ligure Orsi e
composta dagli
assessori
Castagna e Ruocco, ha esposto durante un’audizione presso la VI commissione
della Camera. Le Regioni sostengono che l’aumento “penalizza gli operatori del
settore e introduce elementi di distorsione nel mercato” apparendo come “una
mera manovra correttiva del bilancio dello Stato”.
La
delegazione regionale ha anche sostenuto che la rivalutazione dei canoni
dovrebbe essere frutto di un tavolo di lavoro “cui necessariamente partecipino
le Regioni, alle quali
è stata
trasferita la gestione, e che meglio conoscono le realtà territoriali e le
caratteristiche socio-economiche delle aree interessate”. Nel merito del
decreto la rappresentanza della Conferenza delle Regioni ha sostenuto che “la
rivalutazione delle tariffe va calibrata in relazione alle diverse tipologie di
utilizzo”, mentre il decreto colpisce
“indifferentemente”
tutti gli usi del demanio marittimo, e che “l’aumento improvviso e non
progressivo dei canoni inciderà pesantemente sui piani d'impresa”.
Le Regioni
hanno anche sottolineato che è ancora irrisolto il problema della ripartizione
dei proventi del canone di concessione, oggi di esclusiva spettanza dello
Stato.