L’Italia
“tiene” sul fronte del turismo: negli ultimi tre decenni ha infatti mantenuto
la
quarta
posizione nel mondo per numero di turisti stranieri attratti nei confini
nazionali. Tuttavia, si sono considerevolmente accorciate le distanze con i
Paesi concorrenti che, soprattutto negli anni ‘90, hanno guadagnato posizioni
di mercato a marce forzate, come nel caso di Cina e Russia. E’ in sintesi
quanto affermato dal direttore generale del Censis, Giuseppe Roma, alla
Conferenza nazionale di Venezia sul turismo delle Province Italiane.
In
particolare, secondo i dati diffusi, la Cina è salita in graduatoria dalla
quindicesima posizione del 1980 (con 3,5 milioni di entrate turistiche) alla
quinta (con 33 milioni di entrate) del 2001, collocandosi proprio sotto
l’Italia, in graduatoria al quarto posto
con appena 6
milioni di entrate in più rispetto alla concorrenza cinese. Poi la Russia,
passata dalla ventinovesima (3 milioni di entrate turistiche) alla settima
posizione (con 21 milioni) nel giro di una decina di anni (dal ‘90 al 2001). Si
è inoltre allargato il gap del quartetto di testa. L’Italia ha incrementato,
negli ultimi venti anni, la presenza
di stranieri
alla media del 3,8% annuo, contro il 7,2% della Francia, il 6% della Spagna e
il 5,1% degli Usa.
Il '”Sistema
turistico Italia” conta su una grande abbondanza di risorse: 5.000 km di costa
balneabile, 68.000 kmq di superficie forestale, 146 riserve naturali, 2.100
siti e monumenti archeologici, 20.000 rocche e castelli, 40.000 dimore
storiche, 128 parchi
tematici,
185 località termali, solo per citare alcuni dati. A queste risorse corrisponde
un'organizzazione dell’offerta ricettiva di consistenza rilevante e
un’imprenditorialità dell’accoglienza senza dubbio vitale (33.411 alberghi,
2.374 campeggi e villaggi turistici,
11.525
aziende agrituristiche, 10.583 agenzie di viaggio, 95.000 posti barca in porti,
77.807 ristoranti, trattorie, pizzerie, 390 azienda termali).
Secondo
Roma, “i nodi da sciogliere riguardano, semmai, l’organizzazione dell’offerta,
coinvolgendo tanto le strategie degli operatori quanto il ruolo delle
istituzioni, a cominciare dalla valutazione degli effetti dell’applicazione
della recente legge quadro di riforma del turismo”.