Nel Quartiere Espositivo della
Fiera di Verona si
è aperto il Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei
distillati. Non più kermesse popolare, ma sviluppo del business: questo
l’obiettivo di questa trentottesima edizione, in programma fino a lunedì 5
aprile.
Molti gli
incontri in programma, tesi alla riflessione su errori e proposte legate al
mercato, ma anche occasione di confronto tra i produttori. Dai padiglioni di
Veronafiere, poi, si tenta di dare risposte anche ai problemi legati
all’export. In realtà, su oltre 800.000 aziende produttrici di vino in Italia,
sono soltanto 1.200 quelle che portano il loro prodotto all’estero. Ancora
troppo poche, mentre è sempre più agguerrita la concorrenza di Paesi
extraeuropei come Australia, Cile e Sudafrica. Vinitaly, inoltre, rientra a
pieno titolo
nell’ampio progetto di supporto del vino italiano, rappresentando un punto di
riferimento della filiera, un evento mondiale che consente agli operatori,
anche ai più
piccoli, di
avere una finestra sul mondo.
“Il vino
italiano si difende con la promozione, con un’opera di certificazione e
collegando bene qualità a prezzo”. Lo ha detto nel corso dell’inaugurazione il
ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno. “Il Vinitaly è una vetrina
internazionale che va crescendo di
anno in anno
- ha sottolineato il ministro - in un momento difficile per il mercato del vino
italiano. E quindi è necessario fare uno sforzo perché in questa sede si
ritrovi la spinta, il rilancio e soprattutto la volontà di fare sistema”.
“Bisogna infatti - ha ammonito Alemanno - evitare che il vino italiano rimanga
'imbottigliato' tra il vino francese e i nuovi produttori internazionali”.