Secondo i dati di sintesi
diffusi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale
sulle iscrizioni e cessazioni di imprese condotta da InfoCamere, il primo
trimestre del 2004 si è chiuso all’insegna della stabilità per il sistema
imprenditoriale italiano, nonostante l’incertezza delle prospettive che ha
continuato a gravare sull’economia internazionale e, in particolare, su quella
europea. Tra gennaio e marzo le nuove iscrizioni al Registro delle Imprese
gestito dalle Camere di Commercio italiane sono state pari a 113.879 unità:
poichè le cessazioni di attività sono state pari a 107.126 unità, si è
registrato un saldo positivo di 6.753 nuove imprese, corrispondente a un tasso
di crescita, rispetto al trimestre precedente, dello 0,14% (nel 2003 il primo
trimestre si era chiuso con una crescita dello 0,13%). Unioncamere ha poi
esaminato l’andamento delle imprese suddividendole per forma giuridica e
territorio.
Forma giuridica: come accade ormai dal 1998, anche nel primo
trimestre del 2004, il saldo attivo fra imprese iscritte e imprese cessate è
spiegato completamente dalle società di capitale, che hanno fatto registrare un
saldo pari a 11.427 unità. Il dato compensa il saldo negativo delle Società di
persone (-1.409 unità) e delle Ditte individuali (-3.646 unità) e, insieme al
lieve saldo attivo delle “Altre forme societarie” (381 unità), determina il
saldo complessivo pari a 6.753 nuove imprese tra gennaio e marzo. E' facile
notare come l'incremento degli operatori economici si verifichi in tutte le
forme giuridiche. Il ritmo di tale crescita è però particolarmente accentuato
nel caso delle Società di capitale: queste, infatti, nei sette anni esaminati
mettono a segno un incremento pari a 293.648 imprese (a fronte di un incremento
totale dello stock di 601.892 unità), spiegando così da sole il 48,8%
dell'incremento complessivo nel numero delle imprese italiane. Va, infine,
sottolineato come lo stock delle società di capitale abbia stabilmente superato
il milione di unità.
Dinamiche territoriali: anche l’esame dei dati
disaggregati fra le quattro grandi circoscrizioni territoriali conferma la
sostanziale stabilità del quadro demografico del primo trimestre 2004 rispetto
a quello dell’anno precedente. In particolare, il risultato del trimestre
evidenzia due dinamiche diverse ma convergenti: da un lato, un miglioramento
dei saldi, pur sempre negativi, delle circoscrizioni del Nord; dall’altro, un
peggioramento dei saldi, comunque positivi, del Centro e del Sud. Nelle due
circoscrizioni del Nord-Ovest e del Nord-Est, infatti, i saldi negativi del
trimestre si riducono passando, rispettivamente, da -2.623 e -787 unità, a -748
e a -156 unità nei primi tre mesi del 2004. Al contrario, nelle circoscrizioni
del Centro e del Meridione, i saldi positivi del trimestre si attestano a 2.422
unità nel Centro e a 5.235 unità nel Mezzogiorno, quando nel primo trimestre
del 2003 erano risultati pari, rispettivamente, a 3.165 e a 6.687 unità. Il
saldo complessivo del trimestre (6.753 unità), sia determinato per il 77,5% dal
saldo positivo del Mezzogiorno (pari a 5.233 unità). Ciò a testimonianza della
tenuta, pur se in una fase di rallentamento, della serie storica positiva che
contraddistingue ormai da nove anni le regioni meridionali e insulari. Un dato
che acquista ancor più valore considerando la stagionalità del primo trimestre
dell'anno, periodo in cui si registra il saldo più basso di tutti i trimestri
per via dell'effetto delle chiusure di imprese, prevalentemente concentrate
nell'ultimo trimestre dell'anno precedente. A livello regionale, in valore
assoluto le performance migliori del trimestre si registrano nel Lazio (+2.174
imprese), in Puglia (+1.341) e in Campania (+1.257). Piemonte (-789 imprese),
Liguria (-424) e Trentino Alto Adige (-383) occupano, invece, i primi posti
della classifica dei saldi negativi. In termini relativi, la classifica vede al
comando la Calabria (+0,79% il tasso di crescita del trimestre), seguita dalla
Puglia (+0,47%) e dal Lazio (+0,45%). All’estremo opposto si collocano il
Trentino Alto Adige (-0,50%), la Valle d’Aosta (-0,43%) e la Liguria (-0,29%).
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Dinamiche settoriali: l’edilizia e i servizi
connessi continuano a rappresentare il settore industriale nel quale cresce
maggiormente il numero delle imprese: 3.534 è il numero delle unità in più
registrate a fine trimestre nello stock della sezione “Costruzioni” del
Registro delle Imprese. Segue la sezione “Altri servizi pubblici, sociali e
personali”, che, tra gennaio e marzo, ha visto aumentare il proprio stock di
3.406 unità, risultato interamente determinato dalle Attività ricreative,
culturali e sportive (+4.203 imprese in tre mesi). La sezione “Attività
immobiliari; noleggio; informatica; ricerca è al terzo posto con una crescita
dello stock pari a 2.121 unità. I processi di ristrutturazione e, in alcuni
casi, di crisi internazionale che caratterizzano le macro-sezioni “Attività
manifatturiere” e “Commercio” hanno determinato nel primo trimestre dell’anno
ulteriori riduzioni dello stock: -4.551 unità per il settore manifatturiero;
-4.277 unità il settore del commercio.