Il ministro
del Welfare Robero Maroni, ha annunciato che la riforma delle pensioni non
approderà in aula al Senato prima del 2 maggio. Secondo il ministro, questo
slittamento dei tempi dell’iter parlamentare “evidentemente crea qualche
problema nell’approvazione della delega”. “Non posso fare altro che prendere
atto della decisione presa al Senato - ha detto Maroni - grazie alla quale il
provvedimento non è stato calendarizzato in aula per l’inizio della prossima settimana,
come previsto e come ci si era impegnati a fare. C’era da decidere tra la
riforma delle pensioni e altri provvedimenti. E in Senato - ha proseguito il
ministro - hanno ritenuto più urgenti gli altri provvedimenti. Ne prendo atto
ma è evidente che questo crea qualche problema nell’approvazione della delega.
Io ho cercato e cerco di orientare le decisioni della maggioranza in
Parlamento, ma alla fine devo rispettare quelle che vengono prese”. Per Maroni,
quindi, “la delega non andrà in aula per le prossime due settimane. Dovrebbe
tornarvi dopo il 2 maggio - ha detto - comunque non prima”. Il ministro, poi, è
tornato sulla prevista convocazione dei sindacati attesa ormai da tempo: “non
spetta a me convocarli – ha detto Maroni – perché non è una convocazione sulle
pensioni, la decisione spetta a Berlusconi”. Il ministro ha quindi spiegato che
la chiamata di Palazzo Chigi ai sindacati, probabilmente arriverà dopo che sarà
definita la questione delle deleghe in materia economica al vicepremier Fini.