Tremonti parla a Radio anch’io a 360° sulle questioni
politico-economiche italiane ed europee
Non è pessimista il ministro dell’ Economia Giulio
Tremonti sullo stato di salute dei conti pubblici italiani, nonostante
l’annuncio arrivato dalla commissione europea: “L'Italia, che ha chiuso al 2,4%
il 2003 - dice intervenendo a 'Radio anch'io – chiuderà bene anche il 2004. Ci rivediamo nel
febbraio 2005”, quando dovrà essere verificata la previsione di un rapporto tra
deficit e Pil al 3,2% fatta dai tecnici di Bruxelles. E ha aggiunto a proposito
del rapporto deficit-Pil per il quale la Commissione ha avviato ieri le procedure per l'early warning: “la
commissione europea prevede uno
0,2% sopra il magico 3%. E’ un numero magico. Lo sfondamento sarebbe dello 0,2% e dovrebbe essere
verificato nel febbraio 2005. Non
parliamo del 2% ma dello 0,2%”. Negli ultimi 40 mesi - ha continuato il
ministro – “ci sono stati fattori
di crisi fortissima: due guerre che hanno
modificato l’assetto geopolitico del mondo; poi il crollo della borsa americana che ha distrutto più
ricchezza della crisi del ‘29; poi
l'effetto dell’apertura dei mercato internazionali al far east che ha aperto vaso di Pandora e scatenata la competizione internazionale''. Inoltre,
“è stato devastante l'euro,
bisognava fare le banconote da un euro'' e poi ha indicato ''crisi finanziarie specifiche come Cirio e
Parmalat'' tutto questo ha fatto
'da detonatore in un sistema che stava
andando in crisi ma tutto era coperto dai 'magici' anni '90''. E negli anni ‘90 ci fu una “finanza
allegra”, fatta soprattutto con
“una tantum”. L'Italia - ha poi sottolineato il ministro - ''ha il terzo debito pubblico del mondo ma non è il
terzo paese del mondo: è una delle cose più difficili che siano state fatte e
questo viene riconosciuto in tutto
il mondo”. E sul caro-vita, dice il ministro: "00 322, chiamate Prodi e
chiedetegli che cosa è successo con l'euro, così vi spiega la meraviglia
dell’euro, di come l’ha fatto così bene”.E ancora: “se fossero stati dati 2-3
anni agli italiani per adattarsi, tutto questo non sarebbe successo. Tremonti sostiene anche: “mi sembra che
i prezzi stiano cominciando a
scendere”. Secondo il ministro, il passaggio all'euro “ è stato devastante per
come è stato fatto, bisognava farlo con più calma, con più tempo per
adattarsi”. Il ministro concorda sul fatto che l’arrivo della nuova moneta ha
prodotto inflazione. Ma, aggiunge sempre a “Radio Anch’io, “mi sembra che ora
cominci a scendere” e fa l'esempio della pizza e di ristoranti che prevedono
menù al prezzo fisso di 15 euro.
Sulle tasse ha detto che “ vanno ridotte, possono
essere ridotte e l'unico modo per
farlo è tagliare la spesa
pubblica”. E questo perché “se si riduce senza tagliare le spese la gente non ci crede”. Questa
riduzione avverrà comunque senza tagli ai servizi principali, ha ribadito
il ministro: “Noi non taglieremo,
ed è un impegno, la sicurezza, la
scuola, l'università e la ricerca”. Invece “analizzeremo voce per voce dentro il bilancio dello
Stato dove c’è un milione di
miliardi di spesa”che può essere razionalizzata.
Il ministro ha poi ribadito che il rilancio dell’economia
a cui il Governo punta non
prevederà solo la riduzione delle
tasse ma anche ''cose importanti per l'economia. Ne stiamo discutendo e stiamo andando nell'unica
direzione possibile, se no andiamo
a sbattere”
Non manca l’attacco all’opposizione che a suo avviso,
attraverso il Wto, quando era al governo ha fatto entrare la Cina sui mercati
occidentali: ''Quando ho iniziato
a parlare della Cina sembravo matto, - ha detto - ora ne parlano tutti”. L'ingresso della Cina è- secondo Tremonti
– “un errore storico della
sinistra, lo dobbiamo a Fassino e D'Alema che ci hanno fatto entrare la Cina in casa. Siccome sono stati comunisti dovevano diventare
mercatisti”.
Per quanto riguarda Romano Prodi Tremonti afferma: “Ha
fatto tutte le regole del mondo
tranne quelle necessarie. Negli ultimi
mesi ci sono stati 2,3 km lineari di regole inutili sulle pere e sulle mele”. Viceversa la Commissione
guidata da Prodi avrebbe dovuto
“difendere le nostre produzioni contro i falsi”.
Sul progetto di riforma delle pensioni dice il ministro
che si sta proseguendo molto bene: “E' una buona riforma. Quando un Governo fa
una riforma delle pensioni, non lo fa per fare cassa, come dicono questi
falconi del centrosinistra. Lo fa perché è importante per l’Italia.Nel 2008,
chiunque sia a governare, avrà una buona riforma come atto di buongoverno”.