Billè: “sull’ortofrutta lo zampino della mafia c’è da
anni”
“E’ da tempo che il diretto zampino della criminalità organizzata pesa sui prezzi dell’ortofrutta e di altri prodotti freschi. In passato ho sottoposto il problema a chi
di dovere e ne ho anche la prova: già nel 1996 ho divulgato un rapporto su 'Crimine e mercato'. Quindi la questione non si riferisce solo a questi giorni o al cenone di Natale,
anche se è vero che la situazione si è ulteriormente aggravata”. Sergio Billè, presidente di Confcommercio, ospite di Oscar Giannino a 'Batti & Ribatti', è tornato sulla questione balzata agli onori della cronaca dopo l’intervista di lunedì scorso su “La Stampa” dichiarandosi sorpreso circa lo 'stupore collettivo' generato dalle sue affermazioni.
Poi ha aggiunto: “il vero problema è una rete distributiva che più vetusta e scassata non potrebbe essere. Si è parlato molto di riforme, ma non si è mai realizzata compiutamente quella della distribuzione. Abbiamo banalizzato la questione, liberalizzando le licenze e non tutto quello che c’era intorno. Resta aperta, infatti, la faccenda legata a rifornimenti, logistica e modernità delle strutture. Da questo punto di vista, siamo davvero come l’Italia del dopoguerra. E’ chiaro che in tale contesto, interstizi e interessi spesso non legali hanno avuto gioco facile; c’è chi si è potuto inserire e lucrare su questa vetustà di rete”.
A coloro che lo accusano di non conoscere bene la situazione del Meridione, il presidente di Confcommercio ha risposto: “non credo che sia un problema del Sud o del Nord. Tra il campo e il dettaglio spesso ci sono pochi chilometri. Eppure un prodotto agricolo deve
frequentemente fare il giro del mondo per arrivare da un campo a un negozio vicinissimo, quando invece basterebbe una semplice linea retta”.