Commercio
estero: scende l’attivo di ottobre
Si riduce ad ottobre il saldo della bilancia commerciale italiana. Il mese si è infatti chiuso con un attivo di 664 milioni di euro contro un surplus di 2.745 milioni registrato nello stesso mese del 2003. Lo ha comunicato l’Istat precisando che le esportazioni sono diminuite del 2,7% e le importazioni sono aumentate del 5,8%. Rispetto a settembre 2004 i dati destagionalizzati indicano un decremento dello 0,4% per le esportazioni e un aumento del 3,1% per le importazioni.
Guardando solo all’interscambio con la Ue, il saldo commerciale è risultato positivo per 125 milioni di euro a fronte di un attivo di 323 milioni di euro registrato nello stesso mese del 2003. Rispetto ad ottobre 2003, le esportazioni sono cresciute dello 0,8% e le importazioni del 2,2%. I dati destagionalizzati registrano su settembre un aumento del 3,2% delle esportazioni e del 4,1% delle importazioni.
Per quanto riguarda l’interscambio complessivo, nei primi dieci mesi del 2004 le esportazioni sono cresciute del 2,4% e le importazioni del 3,2% rispetto allo stesso
periodo dell’anno precedente. Nello stesso arco di tempo il saldo è stato positivo per 332 milioni di euro, a fronte di un attivo di 1.393 milioni di euro nello stesso periodo del 2003.
Ad ottobre le esportazioni hanno registrato un consistente aumento tendenziale per l’energia (+24,3%) e in percentuale più ridotta per i prodotti intermedi (+4,7%), ed un calo per i beni di consumo (-10,6%) e per i beni strumentali (-2,5%). Dal lato delle importazioni si osserva un aumento in ogni raggruppamento principale per tipologia di ben,i ad esclusione dei beni di consumo non durevoli (-4,5%). Le variazioni tendenziali positive più elevate delle esportazioni hanno riguardato i prodotti petroliferi raffinati
(+25,1%) e i metalli e prodotti in metallo (+13,8%). Flessioni più intense hanno interessato gli altri prodotti dell’industria manifatturiera compresi i mobili (-19,4%), i prodotti dell’industria tessile e dell’abbigliamento (-16,5%), il legno e prodotti in legno
(-13,2%) e il cuoio e prodotti in cuoio (-10,3%). Per le importazioni i maggiori aumenti hanno riguardato l’energia elettrica, gas e acqua (+31,3%), i metalli e prodotti in metallo (+26,9%), i mobili (+26,8%), i minerali non energetici (+25,7%) e i minerali energetici (+23,6%); le flessioni più accentuate si sono riscontrate per i prodotti dell’agricoltura e della pesca (-15,9%), per i prodotti alimentari, bevande e tabacco
(-3,6%) e per le macchine ed apparecchi meccanici (-3,2%).