2004 da dimenticare per i
commercianti viterbesi
Secondo
uno studio realizzato dall’Ascom Confcommercio di Viterbo, in collaborazione
con la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università della Tuscia, non è bastato
neanche il Natale a rivitalizzare un 2004 assai fiacco di soddisfazioni per i
commercianti.
Lo studio condotto telefonicamente su un campione di attività commerciali del capoluogo e della provincia (settore mode-abbigliamento, settore casalinghi-informatica-telfonia, librerie, musica, preziosi e profumi) ha accertato che il 54% delle attività denuncia cali di vendite rispetto all’anno 2003, il 38% dichiara una sostanziale stasi dei consumi e appena l’8% lievi aumenti. Peggio ancora le vendite natalizie il 58% denuncia un calo rispetto al 2003 e solo il 42% si dichiara, invece, “moderatamente soddisfatto”.
Suddividendo il campione emerge che a soffrire di più è il capoluogo: con cali medi delle vendite natalizie rispetto al Natale precedente del 14%, mentre la provincia dichiara cali delle vendite natalizie del 5,5%.
Lo studio evidenzia inoltre che in media il calo del fatturato 2004 delle attività commerciali di Viterbo e provincia è stato del 3,54% rispetto a quello registrato nel 2003. Suddividendo per categorie, è il settore abbigliamento a soffrire di più: il 45% delle imprese del settore denuncia cali delle vendite nel corso del 2004 (il totale sale al 64% per quanto riguarda le vendite natalizie), causa il tempo bizzarro e il calo strutturale del settore.
In calo vertiginoso il settore libri e musica: il 75% delle attività denuncia cali delle vendite sia su base annua che nel confronto Natale/Natale. 2004 moderatamente soddisfacente, invece, per i settori della telefonia, dei casalinghi, dell’informatica, anche se pur sempre in calo rispetto al 2003.
Tengono botta i settori dei preziosi e dei profumi, anche se con differenze tra Viterbo (in lieve calo le vendite 2004) e la provincia (vendite in tenuta o addirittura in crescita).
“A Viterbo come nel resto d’Italia- commenta Giacomo Barbieri, direttore dell’Ascom - è un anno da dimenticare; si attendeva con ansia la ripresa dei consumi, ma questa è venuta meno: la mancanza di circolazione del denaro e gli investimenti che si proiettano più facilmente nella direzione dei beni durevoli non permettono il decollo dell’economia. Abbiamo paura di spendere e finché non sarà restaurato un clima di fiducia nel consumatore rispetto al futuro la ripresa stenterà a decollare. Speriamo bene per il 2005”.