Confcommercio
abruzzo: “poche risorse alle attività produttive”
Nulla è cambiato nell’impostazione del bilancio e della Finanziaria Regionale 2005 rispetto agli anni passati. Lo denuncia Confcommercio Abruzzo nelle osservazioni inviate alla Regione. “Il totale generale dei ‘residui attivi’ (entrate accertate e non riscosse) di oltre 3 miliardi e 600 milioni - scrive la Confederazione - è in aumento rispetto al 2004 e
supera ormai il 50% delle entrate di competenza. La Regione dovrebbe istituire un ufficio specifico per ridurre in futuro questa 'voce' che rappresenta un pesante freno allo sviluppo, specie in questo periodo di scarse risorse economiche”.
“Cresce, poi, anziché diminuire - prosegue la nota – l’esposizione complessiva della Regione con il nuovo indebitamento di 145.000.000 milioni di euro, anche se destinato al finanziamento delle spese di investimento. Bisognerebbe ridurre le spese correnti, razionalizzando i servizi, per finanziare gli investimenti, anziché contrarre nuovi debiti, se non si vuole appensantire in futuro la già precaria situazione del bilancio regionale”.
Sul lato delle entrate, la previsione della ‘quasi invarianza’ della pressione fiscale (tenuto conto dell’aumento del 10% della tassa automobilistica regionale) “può essere
condivisa - scrive ancora Confcommercio Abruzzo - in considerazione della situazione economica generale, nonostante lìattuale notevole carico tributario sulla economia delle
aziende abruzzesi”. Sempre in riferimento alla pressione fiscale, sarebbe opportuno “esentare dall’Irap le Attività Commerciali, Turistiche e di Servizi ubicate nei
piccoli Comuni fino a 3.000 abitanti, dal momento che esse svolgono una funzione non
solo economica ma anche sociale e di sostegno allo sviluppo turistico locale. Sul lato delle uscite risulta che la ‘Spesa Sanitaria’ di oltre un miliardo e 600 milioni di euro occupa sempre il primo posto ed è in aumento rispetto al precedente bilancio 2004, seguono i 'Trasporti' con oltre 200 milioni di euro, sempre in aumento rispetto al 2004”.
“A fronte di queste cifre consistenti, vengono riservati al settore 'Attività Produttive' (Commercio, Industria, Artigianato ed Energia) meno di 18 milioni di euro, in diminuzione rispetto al 2004, anche se è stato aumentato di appena 500mila euro il contributo per il credito agevolato ai commercianti ma non è stato affatto rifinanziato il credito agevolato alle imprese turistiche”. “Sarebbe opportuno - è la proposta - trasferire il fondo di 300mila euro previsto per 'Azioni di contrasto all'usura ed al racket' alle Cooperative di garanzia, che svolgono questo utile e delicato compito del credito agevolato e dal momento che il fondo per il 'contrasto all’usura ed al racket' presenta
consistenti somme di esercizi precedenti non ancora erogate”.
“Altro problema preoccupante - continua Confcommercio - è la drastica riduzione delle risorse per gli interventi per la promozione turistica abruzzese che andrebbero riportate almeno a livello dell’esercizio precedente, tenuto conto del possibile, sicuro, futuro ritorno economico dalla promozione turistica e tenuto anche conto che le citate risorse dovrebbero anche garantire il finanziamento, in misura congrua, delle azioni di compartecipazione contenute nel ‘Programma di promozione turistica’”.