Auto: nel
2005 il mercato “tiene”
Nel 2005 verranno immatricolate in Italia 2,250 milioni di autovetture, con un calo dello 0,2% rispetto ai 2,255 milioni stimati per fine 2004 (+0,4% sul 2003). E’ la risposta dell’Unrae alle previsioni sul mercato del prossimo anno diffuse dal Centro Studi Promotor in occasione del Motor Show, che stimavano un tonfo delle vendite del 6,6% rispetto al 2004. I dati sono stati illustrati dal presidente dell’associazione che rappresenta le case estere in Italia, Salvatore Pistola, in occasione dell’assemblea annuale dell’organizzazione. Il segretario generale, Gianni Filipponi, ha precisato che il
mercato dei veicoli commerciali chiuderà il 2004 a quota 230.000 immatricolazioni, con una crescita dell’8% sul 2003, “dovuta soprattutto alle case estere, passate dal 51,2 al 52,6% del mercato”, e che il 2005 si manterrà sostanzialmente sugli stessi livelli. In progresso (+1,8%) anche i veicoli industriali che chiuderanno l’anno a quota 33.500 (54% la quota delle case estere) e che nel 2005 arriveranno a 34.500 immatricolazioni,
con un rialzo previsto del 3%. Filipponi ha sottolineato anche il balzo dei veicoli diesel, che nel 2004, sul totale delle immatricolazioni, sono saliti in Italia a quota 58,4% dal
48,86% del 2003. Una corsa che l’Unrae prevede anche per il 2005 e che risulta confermata dal mercato europeo, dove quest’anno la quota di veicoli diesel è arrivata al 47,8%, al traino di Francia (70%), Germania (43%), Spagna (65%). Per quanto riguarda poi il mercato dell’usato l’Unrae stima per il 2004 un incremento del 3,9% a quota 2.850.000 unità, crescita nettamente inferiore a quella identificata dal
Ministero (+12,8% a tutto novembre).
Tra gli altri dati emersi nel corso dell’assise, spiccano quelli sull’occupazione: il settore, compreso l’indotto, in Italia dà occupazione a 1,6 milioni di persone (ovvero il 10% della forza lavoro), di cui il 17% nella produzione e l’83% nella distribuzione e nei servizi. Nel 2004 l’auto ha assicurato alle casse dello Stato un gettito di 74,5 miliardi di euro (+2,7%), che rappresenta il 21,4% di tutte le entrate fiscali (il 5,7% del Pil). Riguardo allo specifico contributo all’economia italiana delle 53 case estere associate all’Unrae, Pistola ha sottolineato che le case madri hanno acquistato componentistica prodotta in Italia per 4 miliardi di euro, mentre le filiali nazionali hanno acquistato beni e servizi, inclusi gli spazi pubblicitari sui media, per 12 miliardi. Il fatturato delle 53 aziende ammonta a 40 miliardi, mentre il numero delle aziende (reti di vendita incluse) che da esse dipendono, in modo diretto o indiretto, sono 16mila, con 80mila dipendenti. Infine, gli investimenti sostenuti nel 2003 da filiali nazionali e loro reti di vendita, ammontano a 4 miliardi. A fronte di questi dati, il numero uno dell’Unrae ha posto l’accento sulla necessità di razionalizzare alcuni aspetti impositivi, riducendo le spese per i passaggi di proprietà e rivedendo la fiscalità delle auto aziendali, di intervenire sulla riduzione dei costi di gestione dell’automobile e di procedere nell’azione di semplificazione amministrativa avviata con lo Sportello Telematico. A questo proposito, Pistola ha sollecitato il Ministero dei Trasporti a “diffondere i dati del mercato dell’auto non al terzo giorno lavorativo del mese, ma già al primo”, ed “a rendere praticabile l’autentica dell’atto di vendita dell’auto anche da parte dei funzionari comunali”.
Altro dato interessante è che per l’acquisto di vetture nuove gli italiani hanno speso nel 2004 il 3% in più rispetto all'anno scorso per un totale, al netto degli sconti, di 37,6 miliardi di euro. Il prezzo medio ponderato, ossia quanto il cliente italiano spende per comprare una vettura nuova, è di 18.400 euro (17.693 nel 2003), mentre quello al netto degli sconti è di 16.670 euro (16.224 nel 2003). Alla riduzione dei prezzi di listino calcolata dall’Istat nel periodo settembre 2003-settembre 2004 (-0,6%) si contrappone la crescita del 2,5% dei costi di manutenzione e del 3% dei pedaggi autostradali, del 7,2% dei carburanti, mentre l’assicurazione Rc-auto nonostante gli effetti positivi della patente a punti non è diminuita (anzi, è aumentata dello 0,7%).