Ad ottobre la produzione industriale è scesa dello 0,2% rispetto a settembre e del 5,6%
rispetto allo stesso mese del 2003. Lo ha reso noto l’Istat, precisando che la flessione, la maggiore da maggio 2003 (che si era chiuso a -7%), è in parte dovuta al fatto che lo scorso anno ha avuto due giorni lavorativi in più.
L’indice della produzione industriale corretto per giorni lavorativi ha registrato un calo
tendenziale dello 0,5%, mentre nei primi dieci mesi dell’anno ha messo a segno un +0,1% rispetto allo stesso periodo del 2003 (+0,6% il dato grezzo). L’indice corretto per giorni lavorativi ha presentato variazioni tendenziali positive per i beni intermedi (+1,3%) e per l’energia (+0,7%). Flessioni si sono avute invece per i beni strumentali
(-2%) e per i beni di consumo (-1,6%, dovuto al -6,2% dei beni durevoli ed alla -0,4% per i beni non durevoli). Complessivamente, nel periodo gennaio ottobre 2004 solo la voce energia ha registrato una variazione positiva (+1,2% rispetto all'anno prima). I beni strumentali ed i beni intermedi, invece, sono diminuiti entrambi dello 0,1%, mentre i beni di consumo hanno registrato una variazione nulla (+1,4% per i beni durevoli e
-0,2% per i beni non durevoli).
Per quanto riguarda i diversi settori di attività economica, i maggiori aumenti tendenziali si sono avuti per legno e prodotti in legno (+2,6%), per la carta, stampa ed editoria (+2,5%), e per l’energia (+2,2%). Le diminuzioni più ampie hanno invece riguardato i settori delle pelle e calzature (-11,3%), delle altre industrie manifatturiere (-5,8%), delle raffinerie di petrolio (-5,6%) e del tessile e abbigliamento (-4,6%). Nel comparto dei mezzi di trasporto, l’Istat segnala una flessione della produzione di autoveicoli pari al -0,6% annuo (-7,2% in primi dieci mesi).
Nei primi dieci mesi del 2004 gli incrementi maggiori si
sono registrati per la produzione di carta, stampa ed editoria (+6,2%) del
legno e dei prodotti in legno (+3,2%) e dell’energia (+2,3%).Le diminuzioni più
marcate, invece, hanno interessato i comparti delle pelli e calzature (-11,6%)
dell’estrazioni dei minerali (3,8%) e degli apparecchi elettrici e di
precisione (-3,5%).