Secondo il pre-consuntivo annuale dell’Unione Petrolifera, l’Italia si prepara a pagare nel 2004 una bolletta energetica decisamente salata: 28,8 miliardi di euro, 2,3 miliardi il 9% in più rispetto l’anno scorso. A pesare maggiormente, è stato il greggio con una bolletta petrolifera 2004 che mette a segno un +11,4% sul 2003 a 16,75 miliardi nonostante il calo dei consumi ed supereuro, senza i quali il costo per l’approvvigionamento dell’oro nero dall’estero sarebbe lievitato ulteriormente a 18,8 miliardi. Oltre al greggio, nel corso dell’anno hanno pesato sulla fattura energetica complessiva del paese, passata al 2,1% del Pil contro il 2% del 2003 ed una media dell’1,5% registrato negli anni novanta, anche “pressioni sui prezzi delle altre fonti energetiche”. In particolare, il carbone (+68% del prezzo in dollari) e del gas (+12% per quello importato in Italia). Tornando alla sola bolletta petrolifera l’Up ribadisce che l’incremento stimato quest’anno attestarsi ad oltre 1,7 miliardi di euro (da 15,031 a 16,75 miliardi di euro) “sarebbe stato ancor più rilevante se non ci fossero stati la sensibile riduzione dei consumi (-4% sull’anno passato, per un importo pari a 750 milioni) ed il consistente beneficio (1.050 milioni) ottenuto dall’apprezzamento della moneta unica europea sul dollaro, passato mediamente da 1,13 nel 2003 a 1,24 nel 2004”. Anche le altri fonti energetiche hanno comunque messo a segno, secondo le prime stime, “oneri complessivi di spesa più consistenti (12,050 miliardi nel complesso contro gli 11,475 del 2003), con un incremento del 5% dovuto sia alle maggiori quantità importate, sia al prezzo unitario più elevato”. La fattura complessiva per l’Italia arriva perciò intorno ai 28,800 miliardi di euro, pari a 55.700 miliardi di vecchie lire, registrando un incremento del 9% sui 26,5 miliardi di euro del 2003. Per quanto riguarda la domanda di energia si è registrato un incremento dello 0,1%: un aumento meno consistente se paragonato alla ripresa del Pil (+1,4%) ma “viziato da un notevole incremento artificioso dei consumi energetici registrato nel
2003, generato dalle eccezionali condizioni climatiche estive” quando l’ondata di afa che coinvolse il paese spinse al massimo l'uso dei condizionatori e refrigeratori. In particolare quest’anno sono cresciuti sensibilmente i consumi di gas con un apporto della fonte al fabbisogno complessivo del 34%. E, ancora, quelli del carbone (+11,8%) e delle fonti rinnovabili (+7%). E’ invece in calo il contributo della fonte petrolifera (-3,6%). Anche quest’anno è proseguito il trend di flessione con una domanda petrolifera che si è attestata a 89,9 tep (tonnellate petrolio equivalente) contro i 93 del 2003. La fonte petrolifera resta comunque quella “preponderante” con un contributo al fabbisogno del paese pari al 45,6%. In diminuzione anche le importazioni di energia elettrica (-12,7%).