Calo “storico” per la disoccupazione
Secondo l’Istat, nel terzo trimestre del 2004 il tasso di disoccupazione in Italia è sceso al 7,4% rispetto all’8% registrato nel corrispondente trimestre dello scorso anno. Al netto dei fattori stagionali il dato è rimasto stabile. Si tratta del risultato più basso dall’inizio delle serie storiche nel ‘92 ma risente fortemente della rinuncia di una parte delle fasce più giovani e delle donne del Sud alla ricerca di un’occupazione. Le persone in cerca di lavoro nel periodo sono risultate pari a 1.800.000 unità. Il calo della disoccupazione è stato possibile grazie all’aumento degli occupati (+0,4% sul terzo trimestre 2003) e al calo delle forze di lavoro (-0,2% rispetto allo stesso periodo del 2003) dovuta appunto alla rinuncia da parte soprattutto di giovani e donne della ricerca di un impiego. L’Istat segnala come l’aumento dell’occupazione complessivo (+0,4%) si sia registrato al Nord (+0,4% con 49.000 dei 93.000 lavoratori in più mentre nel Sud l’aumento si è limitato a 17.000 unità (+0,3%). In percentuale l’aumento maggiore si è avuto al Centro (+0,6% pari a 28.000 occupati in più). Il Mezzogiorno risente più delle altre aree dell’effetto scoraggiamento nella ricerca dell’impiego con 95.000 persone in meno tra le forze lavoro (-1,2% a fronte di uno -0,2% nazionale) e registra quindi anche il calo maggiore delle persone in cerca di occupazione (-112.000 persone). Il tasso di disoccupazione al Sud quindi cala al 13,6% (era al 14,9% nel terzo trimestre 2003) a fronte del 7,4% nazionale (-0,6), del 4,1% del Nord (-0,1) e del 6% del Centro (-0,3). Il tasso di disoccupazione continua ad essere molto più alto tra le donne: a fronte del tasso totale nazionale del 7,4% tra gli uomini è del 5,7% mentre tra le donne raggiunge il 9,9% (ma raddoppia tra le donne del Mezzogiorno con il 18,8%). Il tasso di disoccupazione più basso è quello degli uomini del Nord Est (2%) mentre quello più alto e delle giovani donne del Sud (il 39,1% tra i 15 e i 24 anni).