Maremoto:
oltre 125.000 vittime accertate, quattordici italiani morti
Continua ad aumentare senza tregua il numero provvisorio delle persone uccise dal
disastroso maremoto che domenica ha investito i Paesi affacciati sull’Oceano Indiano, dal Sud-Est asiatico all’Africa orientale: secondo gli ultimi dati disponibili, peraltro a
parere di tutti gli esperti destinati ad aggravarsi ulteriormente (alcune fonti parlano addirittura di circa 400.000 morti), il bilancio complessivo oltrepassa le 125mila vittime: di queste, il totale più elevato si concentra in Indonesia (79.940 per ora) ove, nella sola provincia di Aceh, all’estremità settentrionale dell’isola di Sumatra, ce ne sarebbero tra le 50mila e le 80mila.
Negli altri Paesi, il totale provvisorio è salito oltre quota 28.508 in Sri Lanka, 10.736 in India e 4.541 in Thailandia. Vittime vengono segnalate anche in Basngladesh, Kenya, Malaysia, Maldive, Myanmar, Somalia, Tanzania e Seychelles. In tutta l’area, è emergenza sanitaria per il probabile diffondersi di epidemie che, se non bloccate in tempo, potrebbero alla fine far raddoppiare il numero dei defunti.
Per quanto riguarda gli italiani il numero delle vittime finora accertate è salito a 14: è stato infatti riconosciuto un giovane veneto dopo la pubblicazione di una sua foto su un sito internet tailandese. Ma anche in questo caso il bilancio è destinato a peggiorare, mentre prosegue il ponte aereo che sta riportando in patria i nostri connazionali. Cresce anche il numero dei dispersi: il ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, ha infatti reso noto che sono saliti circa a 700 gli italiani di cui non si hanno notizie. Fini ha poi lanciato un appello a quanti hanno segnalato nei giorni scorsi alla Farnesina un amico o un parente disperso nelle zone disastrate. Queste persone, se i loro parenti o amici si sono fatti nel frattempo vivi, devono telefonare al numero verde 800 086808 (attivo dalle 20 del 30 dicembre) per consentire di aggiornare la lista dei dispersi. Rispondendo alle richieste delle associazioni del turismo, il responsabile della Farnesina ha confermato che si sconsiglia di recarsi nello Sri Lanka, nella costa sud-occidentale della Thailandia e in
quella sud-orientale dell’India, mentre per le altre zone non ci sono restrizioni.