Città campione: inflazione al 2%. Calano le vendite al
dettaglio
Secondo i dati provenienti dalle città campione, l’inflazione torna a salire a dicembre. L’indice dei prezzi al consumo si è attestato al 2%, contro l’1,9% di novembre. Su base mensile, i prezzi sono saliti dello 0,2%. Il dato, però è al limite e potrebbe, alla fine, risultare pari all’1,9%. Per il momento, le città nelle quali i prezzi (su base mensile) sono aumentati di più sono Palermo e Trieste, mentre a Firenze, Perugia e Venezia non c’è stata variazione. In nessuna città, infine, i prezzi sono diminuiti. Rispetto allo stesso
periodo dell’anno scorso, invece, il dato peggiore è quello di Torino (+2,6%) e quello migliore si registra ad Ancona (+1,3%). Se l’inflazione sale, le vendite al dettaglio invece fanno segnare un calo piuttosto pesante. Secondo l’Istat a ottobre le vendite sono scese dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 2,7% rispetto ad ottobre 2003. La variazione annua è la peggiore da maggio 2004, quando i consumi calarono del 3,2%. Secondo le rilevazioni dell’Istituto, in ottobre le vendite al dettaglio di alimentari sono calate del 2,4% mentre quelle di non alimentari hanno registrato una flessione del 2,9%. Complessivamente, nei primi dieci mesi dell’anno, le vendite al dettaglio sono scese dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il calo su base annua registrato dalle vendite al dettaglio è il risultato di una flessione sia nella grande distribuzione (-1,8%), sia nelle imprese operanti su piccole superfici (-3,4%). In particolare, le imprese della grande distribuzione hanno realizzato variazioni tendenziali negative sia per i prodotti alimentari (-2,1%) sia per i prodotti non alimentari (-1%). Variazioni negative si sono avute - precisa l'Istat - anche nelle vendite delle imprese operanti su piccole superfici: 3,8% per i prodotti alimentari e -3,2% per i prodotti non alimentari. Per quanto riguarda le diverse forme di vendita della grande distribuzione, in ottobre si sono registrati incrementi su base annua solo per gli ipermercati e gli hard discount (rispettivamente +1,9% e +0,2%), mentre flessioni sono state rilevate negli altri specializzati (-6,8%), nei grandi magazzini (-6,4%) e nei supermercati (-2,9%). Sul fronte della dimensione delle imprese, l’Istituto nazionale di statistica sottolinea che le piccole imprese hanno registrato un calo tendenziale delle vendite del 4%, a fronte del -3,5% delle medie imprese e dell’1,8% delle grandi. A livello settoriale, la diminuzione tendenziale che, in ottobre, ha riguardato le vendite di prodotti non alimentari (-2,9%) è la risultante di flessioni in tutti i gruppi di prodotti. Il calo più marcato ha riguardato i gruppi cartoleria, libri, giornali e riviste (-4,8%), prodotti di profumeria, cura della persona (-3,7%) e giochi, giocattoli, sport e campeggio (-3,5%). Il valore del totale delle vendite al dettaglio ha registrato variazioni tendenziali negative in tutte le ripartizioni geografiche, anche se la diminuzione maggiore è stata rilevata nel Sud ed Isole (-3,5%), e quella più contenuta nel Nord-Ovest (-1,8%). In particolare, le vendite di prodotti alimentari, in diminuzione ovunque, hanno manifestato la flessione più marcata nel Nord-Est (-3,7%) e quella più limitata nel Centro (-0,2%). Sul fronte delle vendite di non alimentari, invece, il calo più accentuato è stata registrato nel Sud e nelle Isole (-4,1%) e quella più contenuta nel Nord-Ovest (-1%). Nei primi dieci mesi dell'anno, le vendite al dettaglio sono scese dello 0,4%, con punte del -2,2% e del -1,3% rispettivamente per le piccole e medie imprese. Nelle grandi, invece, si è assistito ad un incremento dello 0,9%. Fra i diversi settori solo quello dei prodotti farmaceutici ha realizzato un aumento tendenziale delle vendite al dettaglio (+2%).