Il terziario, laboratorio sociale della Riforma Biagi
A poco più di un anno dalla sua entrata a regime è tempo
di un primo bilancio dei risultati della Riforma Biagi. Per questo,
Confcommercio ha organizzato un workshop
centrato sul contratto del commercio, della
distribuzione e dei servizi siglato a luglio scorso, che ha concretizzato
alcune innovazioni contenute nella Riforma. Al confronto hanno partecipato il
presidente di Confcommercio Sergio Billè, il sottosegretario al Welfare
Maurizio Sacconi e Michele Tiraboschi, ordinario di Diritto del Lavoro
all’Università di Modena e vicepresidente della Fondazione Marco Biagi.
Nel suo intervento, il presidente Billè ha
sottolineato che “Confcommercio ha visto con favore il processo di riforma
quale strategia di interventi mirati alla crescita dell’occupazione e della
competitività”, evidenziando il “rinnovato ruolo delle parti sociali, in
relazione alle necessità dei vari settori economici” ed “il ruolo di
fondamentale importanza che può svolgere la bilateralità” come “sede
privilegiata per la regolazione del
mercato del lavoro e la promozione di una occupazione di qualità”. “Nuovo collocamento, flessibilità e ruolo delle
parti – ha detto poi Billè - rappresentano tre pilastri verso il completamento
della riforma, che avverrà con la messa in campo dei nuovi ammortizzatori
sociali”.
Per quanto concerne il rinnovo del contratto del
Terziario, il presidente di Confcommercio ha detto che “ci siamo resi conto di
avere assunto la qualifica di ‘ricercatori’ all’interno di un ‘laboratorio
sociale’. Il compito è stato impegnativo, ma siamo fermamente convinti che la
contrattazione collettiva è ancora oggi la più importante fonte di
regolamentazione dei rapporti di lavoro nelle economie di mercato dei paesi
democratici. Uno strumento che apporta un significativo contributo verso una
buona governance economica e sociale, oltre che una leva attiva capace di
indurre competitività e di fornire un contributo alla modernizzazione nella
quale si riconoscono le parti stipulanti”. Attraverso il nuovo contratto, le
imprese e i lavoratori del settore “riconoscono che la flessibilità è un dato
strutturale irrinunciabile per la competitività del sistema Paese”, che però
“deve essere governata per evitare che si traduca in precarietà”.
Per proseguire sulla strada della competitività di pari
passo con la coesione sociale – ha poi sottolineato Billè – “tutti i soggetti
che governano il mercato del lavoro, comprese le Regioni, dovranno realizzare
appieno il proprio ruolo”. E’ quindi indispensabile “compiere in fretta il
percorso per definire la disciplina delle varie forme di apprendistato, l’unico
strumento che consentirà l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro
attraverso modalità formative”. Ciò è particolarmente urgente per il mondo del
terziario, il vero motore della crescita occupazionale, che però non è ancora
cresciuto abbastanza. L’Italia, infatti, resta lontana dall’Europa: nel
terziario risulta impiegato solo il 63% dei lavoratori, contro il 67% della
media europea.
Per quanto riguarda il rilancio competitivo del sistema
Paese ed il ruolo che le tecnologie dovranno ricoprire, Billè ha ricordato la
fondamentale importanza dell’individuazione di profili professionali adeguati e
della messa a punto di percorsi formativi per costruire le competenze idonee.
E, ancora una volta, questo vale soprattutto per le piccole e medie imprese,
dove “il capitale umano è un elemento di competitività per rispondere alle
esigenze della clientela, che pretende livelli qualitativi sempre più alti. Non
a caso nei nostri settori le nuove tecnologie non rappresentano un
obiettivo/finalità, ma uno strumento per migliorare il servizio”.
Infine, sul dibattito intorno alla riforma della
contrattazione, il presidente di Confcommercio ha evidenziato che “la manutenzione
del Protocollo del 23 luglio ’93 è probabilmente necessaria, pena la tenuta
della stessa contrattazione e, anche in questo, credo che i rinnovi
contrattuali di Terziario e Turismo abbiano proposto soluzioni interessanti
tali da costituire una base di evoluzione futura”.