Secondo i
dati definitivi dell’Istat, che confermano le stime preliminari, l’inflazione
nel mese di gennaio si è attestata al 2,2%. Rispetto a dicembre l’aumento è
stato dello 0,2%. In gennaio la variazione congiunturale dei prezzi al consumo
“è stata pari a +0,2% per tutti e quattro gli indici nazionali cioè per gli
indici Nic e Foi con e senza tabacchi. Per quanto riguarda invece l’indice
armonizzato, l’Istat ha rivisto al ribasso il dato congiunturale: se nella
stima preliminare si registrava una variazione congiunturale del 0,6% e tendenziale del +2,1%, ora in
base ai dati definitivi l’indice armonizzato è sceso in gennaio rispetto a
dicembre dello 0,7% mentre rispetto a gennaio 2003 ha realizzato un guadagno del 2,1%. L’indice
nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività ha segnato un aumento
del 2,2% su base tendenziale sia per quanto riguarda le rilevazioni comprensive
dei tabacchi che quelle senza tabacchi. In particolare, gli aumenti congiunturali
più significativi si sono avuti per ricreazione, spettacoli e cultura (+0,6%)
ed altri beni e servizi (+0,5%). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono
invece avuti nei capitoli bevande alcoliche e tabacchi (+7,8%) e prodotti alimentari e bevande (+4%). Per quanto riguarda
l’indice Foi con tabacchi, l’aumento tendenziale rispetto a gennaio 2003 è
stato del 2,3% (+2% senza tabacchi). Prodotti alimentari e bevande alcoliche,
abitazione, acqua, elettricità e combustibili sono le voci che hanno registrato
gli incrementi congiunturali più consistenti (+0,4%). Napoli, Reggio Calabria e
Torino sono i capoluoghi di provincia che in gennaio hanno registrato la
variazione più consistente dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera
collettività con i tabacchi (+2,8%).