Va avanti
l’iter della riforma delle pensioni: il governo è infatti impegnato a definire
il quadro delle modifiche al testo presentato in Senato. E la prossima
settimana convocherà i sindacati a cui illustrerà le novità da inserire nel
provvedimento. Intanto, dopo lo “strappo” di An sulla previdenza, il ministro
Maroni è passato al contrattacco. Nel mirino la nuova proposta “più equa”, in
grado di tenere aperto il dialogo con le parti sociali, annunciata lunedì dal
collega Gianni Alemanno. Forte del consenso del premier, al termine della
riunione del Consiglio dei Ministri il responsabile del Welfare ha sgombrato il
campo da qualsiasi “dibattito virtuale” su un tema cruciale. “La delega non si
ferma. E’ solo una forma di masochismo inutile, fare e disfare, dire e dire il
contrario. Se qualcuno comunque vorrà presentare una nuova proposta lo faccia.
Ma non lo annunci”. E per dare consistenza alla sua posizione, al termine della
riunione della commissione Lavoro che ha
ripreso l’esame
del testo, Maroni ha annunciato il via libera del Governo all’emendamento che
prevede l’introduzione del silenzio-assenso per il conferimento del Tfr.
Restano invece sul tappeto la decontribuzione per i neo-assunti e la
cancellazione di due finestre su quattro per rallentare l'uscita verso
l’anzianità.
La notizia
della convocazione dei sindacati è stata accolta con “soddisfazione” da Gianni
Alemanno. Che ha rilanciato: “questa volta siano convocati tutte le sigle.
Anche
L’Ugl”.