Nella delega
previdenziale sarà stralciata la parte sulla decontribuzione per i nuovi
assunti: lo ha annunciato il senatore di An, Oreste Tofani. L’eliminazione del
taglio ai contributi per i neo assunti dalla delega previdenziale potrebbe
essere compensata - secondo quanto riferito dal sottosegretario al Welfare,
Pasquale Viespoli - attraverso una riduzione del costo del lavoro. Il tema
potrebbe essere affrontato dal disegno di legge 848 bis (quello che prevede la
modifica dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori”. “Estrapolare il tema
del costo del lavoro dalla delega - ha detto Viespoli - non significa non porsi
il problema. Potrebbe stare nel percorso dell’848 bis. Il problema è la
collocazione. L’848 bis può essere la strada, io penso e qui parlo a titolo
personale che sia la collocazione più coerente”. La maggioranza, inoltre,
conferma l’intenzione di modificare la delega previdenziale sulla parte
riguardante il versamento del Tfr nei fondi pensioni nella direzione del
“silenzio-assenso”. Per il conferimento del Tfr nei fondi quindi salterà
l’obbligatorietà attualmente
prevista dalla delega per dare la possibilità alle persone di rinunciare
al versamento dei fondi attraverso un’esplicita dichiarazione.
Le possibili modifiche alla delega
sono state successivamente l’argomento di un vertice a Palazzo Chigi tra il
vicepremier Gianfranco Fini, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il
ministro del Welfare Roberto
Maroni. All’incontro - ha riferito il sottosegretario al Welfare, Pasquale
Viespoli - hanno partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del
Consiglio Gianni Letta, il ragioniere generale dello Stato Vittorio Grilli e lo
stesso sottosegretario al Welfare. “C’è un clima di collaborazione - ha
spiegato Viespoli - si tratta di fare le verifiche. Oggi è stato fatto il punto
rispetto al confronto con le parti sociali e con le forze parlamentari per approfondire,
nell’ambito dei paletti noti, se e come è possibile intervenire in termini
modificativi della delega sulle pensioni”. Al centro dell’incontro quindi -
secondo quanto emerge dalle parole del sottosegretario - la possibilità di
modificare lo “scalone” (il passaggio nel 2008 da 35 a 40 degli anni di
contributi per accedere alla pensione di anzianità) mantenendo però il
risparmio previsto dalla delega a regime (lo 0,7% del Pil).