Frenano le vendite al dettaglio
Secondo i
dati diffusi dall’Istat, nel 2003 è diminuita la crescita delle vendite al
dettaglio.
Lo scorso anno, infatti, si è chiuso con un aumento del 2%, inferiore quindi al
+2,5% del 2002 e al +2,7% del 2001. Le vendite al dettaglio, sono aumentate in
dicembre dello 0,4% rispetto a novembre (dato congiunturale) e dell’1,8%
rispetto a dicembre del 2002 (dato tendenziale). Il dato tendenziale è il
risultato di un aumento del 4,3% dei prodotti alimentari e del +0,2% segnato
dai non alimentari. L’Istat ha sottolineato come il 2003, abbia confermato
l’importanza del ruolo della grande distribuzione a scapito delle imprese
operanti su piccole superfici: le vendite al dettaglio nella Gdo sono infatti
aumentate rispetto al 2002 del 4,7% mentre quelle delle imprese operanti su
piccole superfici solo dello 0,2%. Se da un lato, infatti, gli hard-discount e
i supermercati hanno registrato lo scorso anno gli incrementi maggiori di
vendite (rispettivamente +5,4% e +5,3%), nelle piccole imprese (fino a due
addetti) le vendite sono diminuite dello 0,1% contro il modesto +0,1%
registrato nelle medie imprese (da tre a cinque addetti). Al contrario, nelle
grandi imprese con almeno 20 addetti, le vendite sono cresciute del 5,2%. Per
quanto riguarda l’andamento delle vendite per i singoli prodotti, spicca il
dato negativo segnato da abbigliamento e calzature: le vendite di vestiti e
pellicce sono infatti scese dello 0,2% mentre quelle di calzature e articoli in
cuoio hanno registrato una flessione dello 0,7%. Il dato più positivo del 2003
è quello relativo a giochi, giocattoli, sport e campeggi: le vendite di questo
genere di prodotti sono infatti aumentate dello 0,8%. A trainare la crescita
del valore delle vendite al dettaglio
ha
contribuito in modo determinante il Nord-Ovest, dove i consumi sono cresciuti
del 2,5%, grazie al +5,1% segnato dai prodotti alimentari e dal +0,6% di quelli
non alimentari.