Via libera
dall’Ecofin al programma di stabilità italiano per il periodo 2003-2007, anche
se secondo il parere del Consiglio dei ministri finanziari dei quindici Paesi
dell’Unione l’Italia rischia di sforare la soglia del 3% nel rapporto
indebitamento-Pil “se le condizioni economiche saranno più deboli di quelle
previste nel Programma di stabilità presentato dal nostro Paese. Nella bozza
all’esame dell’Ecofin che riguarda il Programma di stabilità italiano
2003-2007, si fa presente che “considerati i rischi la situazione di bilancio
prevista nel programma, non sembra dare una sufficiente sicurezza sul fatto che
non si sfori la soglia del 3% a fronte di normali fluttuazioni del ciclo
macroeconomico”. E i rischi riguardano “la sottostima delle spese primarie”
oltre ai rischi derivanti da uno scenario macroeconomico ancora incerto. Anche
le misure prese in considerazione negli anni successivi “hanno bisogno di
essere definite”, in particolare deve essere chiarito “come s’intendano
sostituire le misure una tantum adottate nel 2004. Per queste ragioni la
situazione del bilancio può essere insufficiente ad assicurare che gli
obiettivi di medio termine del Patto di stabilità e crescita siano rispettati
per quanto riguarda il close to balance”. I rischi sul deficit, si possono
riversare anche sull’evoluzione del debito, che nel programma di stabilità è
previsto scendere sotto il 100% (al 98,6%) nel 2007. “Questa evoluzione è meno
ambiziosa di quella stimata nei piani precedenti. L’evoluzione del debito può
essere meno favorevole di quanto previsto, considerati i rischi di deficit e il
livello dei proventi dal programma di privatizzazione”. L’Ecofin ha poi
richiamato il nostro Paese a fare la riforma delle pensioni senza ulteriori ritardi.
“Un ulteriore rinvio della riforma – si legge nel documento dell’Ecofin - non è
coerente con la sostenibilità fiscale”. Nel documento si sottolinea inoltre che
“permangono rischi sulla sostituzione delle misure una tantum, sull’aumento dei
tagli strutturali di spesa e sul ritmo di riduzione del debito. In conclusione,
la rapida approvazione delle nuove norme in materia pensionistica è essenziale
per porre freno agli aumenti della spesa sul Pil per i prossimi venti anni”.
“Assicurare un adeguato surplus primario – è scritto nel parere dell’Ecofin - è
essenziale se la riduzione del debito deve contribuire a far fronte ai costi
d’invecchiamento”. L’Ecofin sottolinea quindi la necessità di adottare misure
per aumentare i tassi di occupazione, specialmente tra i lavoratori anziani e
le donne. “Il progetto di riforma di pensioni illustrato a fine 2003 - riporta
il documento – se realizzato, può dare un contributo sostanziale per
raggiungere questi obiettivi. Un ulteriore rinvio non è coerente con il
perseguimento di una strategia fiscale orientata alla stabilità”.